Tutti più o meno ne hanno sentito parlare. Il botulismo alimentare è una strana malattia: piuttosto rara (391 persone finite in ospedale in Italia negli ultimi 30 anni), è molto temuta ma poco conosciuta. I casi, veri o presunti, vanno in prima pagina, ma le informazioni fornite non sono sempre corrette, denunciano gli esperti riuniti in un convegno organizzato a Roma da Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e Università di Teramo.
LE LINEE GUIDA
«La tossina botulinica è il veleno più potente conosciuto dall’uomo», spiega Fabrizio Anniballi, esperto del Centro nazionale di riferimento per il Botulismo dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). «Un solo grammo potrebbe uccidere 14.000 persone. Qualche anno fa un bambino accusò sintomi anche gravi dopo avere messo in bocca un’oliva, neppure masticata perchè aveva un cattivo sapore». Per questo, è stato preparato un manuale con le prime Linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico. Le contaminazioni pericolose, infatti, riguardano alimenti conservati e quasi sempre casalinghi (solo l’8,5% dei casi confermati dal 1984 ad oggi riguardava prodotti industriali). L’alimento “colpevole” è identificato appena in 4 casi su 10, ma si tratta soprattutto (70% del totale) di vegetali in acqua o olio.







