
La chirurgia rappresenta senza dubbio uno dei pilastri del trattamento del cancro. Le tipologie di intervento sono estremamente variabili e dipendono da fattori legati al tumore (stadio di malattia, parte del corpo interessata, ecc) e dalle caratteristiche di chi deve affrontare l’operazione (età, stato di salute generale, ecc). Quel che è certo è che, nel percorso di cura, l’intervento chirurgico ha un impatto notevole non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello psicologico.
Lo sanno bene i pazienti e i loro familiari, che devono fare i conti con ansia, depressione, stress emotivo e molto altro ancora, e lo hanno compreso anche gli “addetti ai lavori”. Sono sempre più numerosi, infatti, gli studi che sottolineano l’importanza di un approccio multidisciplinare che si prenda cura di corpo e mente di chi riceve una diagnosi di tumore.
La tempesta emotiva prima e dopo l’intervento
L’impatto psicologico legato a un intervento chirurgico per la rimozione del tumore si fa sentire ben prima dell’operazione stessa, praticamente già nel momento in cui il medico prospetta l’idea di dover affrontare la sala operatoria, e prosegue anche dopo averla lasciata.
- Prima dell’intervento. La fase che precede l’intervento è spesso carica di ansia, distress (lo stress “negativo”) e incertezza. Non di rado entrano in gioco paura dell’operazione, dell'anestesia e di come la chirurgia influenzerà l’esito finale della malattia ma anche la vita di tutti i giorni. Non è tutto: l’ansia che spesso caratterizza le fasi pre-operatorie può anche portare a non comprendere fino in fondo ciò che l’oncologo o il chirurgo dicono nel corso delle visite. Per tutte queste ragioni è fondamentale non tenere nascosti dubbi ed emozioni: avere un quadro chiaro e completo del ruolo e delle implicazioni fisiche e psicologiche dell’intervento chirurgico è un passo fondamentale nel percorso di cura. Meglio chiedere di ripetere che rimanere nel dubbio e magari veder crescere ulteriormente l’ansia e il disagio.
- Dopo l’intervento. Le conseguenze psicologiche dell’intervento si trasformano nel post-operatorio: si intrecciano in modo ancora più stretto con le conseguenze fisiche, e lo fanno seguendo diverse direzioni. Per esempio, la mastectomia, ovvero la rimozione del seno, può avere un impatto psicologico sia positivo che negativo. Nel caso di intervento eseguito a scopo preventivo su donne sane ma ad alto rischio di sviluppare la malattia, l’intervento si traduce spesso in un aumento dell’ansia e della depressione. Quando invece con il seno si rimuove anche il tumore i benefici dell’intervento si fanno sentire anche sul piano psicologico: liberarsi del cancro porta infatti a una sensazione di sollievo e aiuta a ridurre l’ansia e la depressione almeno nell’immediato. Non dimentichiamo però che le cicatrici ed eventuali segni evidenti del bisturi hanno spesso un forte impatto sull’immagine corporea e l’identità personale e arrivano anche a modificare le interazioni sociali, in un circolo vizioso nel quale aumentano ansia, depressione e isolamento. Quest’ultimo è stato identificato come fattore che può aumentare il rischio di depressione.
L’impatto non è uguale per tutti
In linea generale, dunque ansia, paura, distress e depressione possono accompagnare le fasi precedenti e successive all’intervento chirurgico, ma è fondamentale non generalizzare e non sentirsi mai “sbagliati” solo perché non si provano tali emozioni o disturbi psicologici. Ogni persona è diversa e, di conseguenza, può esserlo anche l’impatto dell’operazione.
A tutti gli effetti, anche se nella maggior parte delle persone i livelli di distress legati all’intervento chirurgico tendono a diminuire con il passare del tempo, in alcuni casi questo disagio psicologico rimane a lungo e a volte addirittura peggiora.
Non è semplice predire quale sarà il reale impatto psicologico dell’operazione ma gli esperti sono concordi nel dire che è fondamentale valutare il benessere mentale sia prima che dopo l’intervento e tenere in considerazione sin da subito i fattori che potrebbero influenzare tale benessere.
Eccone alcuni più strettamente legati al paziente:
- Età: l’avanzare degli anni può modificare il modo in cui una persona percepisce la malattia e la propria mortalità, rendendo complessa l’elaborazione psicologica dell’intervento chirurgico.
- Genere: uomini e donne possono vivere diversamente gli effetti della chirurgia, soprattutto in relazione all’immagine corporea e all’autostima.
- Effetti collaterali del trattamento: nausea, stanchezza, dolore o altri sintomi non hanno solo un impatto fisico, ma possono minare anche l’umore e il benessere psicologico, influenzando la qualità della vita di tutti i giorni.
- Contesto socio-culturale: le credenze e i valori della cultura di appartenenza influenzano profondamente la risposta emotiva alla chirurgia. In alcune culture il cancro può essere vissuto come un tabù o associato a timori particolari, mentre le regole sociali su come si esprimono le emozioni possono rendere più o meno facile affrontare il carico psicologico dell’operazione.
- Tossicità finanziaria: le spese legate al trattamento e anche alla gestione del post-operatorio possono essere causa di ulteriore ansia o malessere psicologico.
Curare le cicatrici di corpo e mente
Il distress psicologico è considerato il “sesto segno vitale” nella cura del cancro, al pari di temperatura, pressione sanguigna, pulsazioni, respirazione e dolore, sottolineando come l’assistenza psicologica sia parte integrante di un trattamento oncologico di qualità.
Diversi interventi si sono rivelati efficaci per aiutare ad alleviare i sintomi psicologici nelle persone che devono affrontare un intervento chirurgico dopo diagnosi di tumore.
Tra questi la terapia cognitivo comportamentale, il counselling per aiutare a gestire lo stress, gruppi di supporto tra pari e interventi mirati sull’immagine corporea e percorsi di pre-abilitazione psicologica, ovvero una sorta di preparazione del paziente dal punto di vista mentale prima dell’operazione chirurgica.
Per funzionare davvero, questo percorso deve essere gestito con un approccio multidisciplinare che coinvolge numerosi specialisti come oncologo, chirurgo, infermiere, psicologo e assistente sociale.
