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Quale legame tra forno a microonde e rischio di tumore?

L'utilizzo del microonde in cucina aumenta il rischio di tumore?

I microonde sono ormai presenti in quasi tutte le nostre cucine: aiutano a cucinare, riscaldare e scongelare i cibi in modo rapido, senza dover sporcare troppe pentole o stoviglie e garantendo ottimi risultati anche in termini di gusto del piatto finale.

In Italia questi elettrodomestici hanno cominciato a diffondersi negli anni ’80 del secolo scorso, anche se la loro invenzione risale a quasi 40 anni prima, quando Percy Spencer, un ingegnere statunitense che lavorava alla realizzazione di radar militari, ebbe l’intuizione che portò a brevettare il processo di cottura al microonde e al primo apparato destinato al commercio nel 1947.

Se da un lato la loro estrema praticità li ha resi indispensabili per molti, non mancano gli scettici e le persone preoccupate che il fatto di utilizzare onde elettromagnetiche sui cibi possa modificare la struttura molecolare degli alimenti, rendendoli pericolosi per la salute e aumentando, in particolare, il rischio di sviluppare tumori. Cosa c’è di vero in tutto questo? Capire come funziona il forno a microonde e cosa dicono gli studi sul tema è l’unico modo per rispondere in modo corretto a questa domanda.

Le radiazioni entrano in cucina

Alla base del funzionamento del forno a microonde ci sono appunto le microonde (onde elettromagnetiche che fanno parte dello spettro delle radiofrequenze), un tipo di energia che viene classificata come radiazione non-ionizzante. Proprio il termine “radiazione” ha scatenato paure e preoccupazioni, in realtà infondate se si guarda più da vicino al tipo di radiazione e alla loro funzione.

Innanzitutto, è bene ricordare che le radiazioni non ionizzanti non devono essere confuse con le radiazioni ionizzanti (come quelle dei raggi X). L’esposizione a queste ultime si associa con certezza allo sviluppo di tumori, tanto che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) le definisce come sicuramente cancerogene per l’uomo (Gruppo 1). A differenza delle radiazioni ionizzanti, quelle non-ionizzanti, come le microonde utilizzate in cucina, non hanno l’energia sufficiente per danneggiare il DNA, ma possono penetrare nei tessuti e causare riscaldamento.

I rischi per la salute

Nei processi di preparazione e riscaldamento dei cibi si utilizza proprio questo principio: le microonde penetrano nel cibo e vanno a “colpire” in particolare le molecole d’acqua in essi contenute, facendole vibrare e producendo così il calore che cuoce l’alimento; non è un caso che gli alimenti con maggior contenuto d’acqua cuociono più velocemente di altri. In altri termini, l’energia delle microonde viene convertita in calore, ma non c’è alcun rischio che il cibo diventi radioattivo o che la radiazione utilizzata possa indurre mutazioni al DNA e predisporre all’insorgenza di tumori.

Piuttosto è importante fare attenzione ad altri rischi, soprattutto a quello di scottature e ustioni per contatto con cibi o bevande troppo calde che rappresentano, a conti fatti, i reali danni alla salute associati all’utilizzo del forno a microonde.

Il riscaldamento (dei cibi, ma anche dei tessuti dell’organismo) è infatti il principale effetto dell’esposizione a radiazioni non ionizzanti: per evitare un riscaldamento eccessivo è quindi opportuno non esporsi per lunghi periodi a radiazioni ad alta intensità. A questo aspetto hanno pensato le aziende produttrici che garantiscono che la radiazione resti all’interno del forno durante l’utilizzo grazie a particolari materiali che fungono da schermo e a meccanismi di sicurezza che fanno in modo che il forno funzioni (e quindi emetta radiazioni) solo quando lo sportello è chiuso.

Se l’uso è corretto il rischio quasi si azzera

Le radiazioni prodotte dai forni a microonde per riscaldare e cuocere i cibi non causano quindi un aumento del rischio oncologico. Per evitare ustioni e scottature è importante fare attenzione quando si maneggiano cibi e bevande scaldate in questi forni (come del resto con tutti gli altri metodi di cottura). Infine, anche se le dosi emesse dai microonde non sono preoccupanti per la salute, si possono prendere ulteriori precauzioni per evitare di esporsi a eventuali perdite di radiazione:   

  • Seguire sempre il manuale di istruzioni. Nel manuale sono indicate anche le procedure operative e le precauzioni di sicurezza per ogni specifico modello.
  • Verificare l’integrità del forno e non utilizzarlo se danneggiato, soprattutto a livello della porta o delle guarnizioni. In questo caso, infatti, le microonde potrebbero fuoriuscire dallo strumento.
  • Mantenere la distanza. Meglio non sostare troppo vicino al forno mentre è in funzione. È una precauzione aggiuntiva efficace dal momento che la radiazione diminuisce notevolmente man mano che ci si allontana dalla fonte.
  • Attenzione al pacemaker. I pacemaker moderni sono schermati dalle interferenze elettriche, ma i portatori di tali dispositivi dovrebbero consultare il medico in caso di dubbi.
fonti

ISSalute. Scaldare o cuocere il cibo col forno a microonde è pericoloso? 2019. 

FDA. Microwave Oven. 2023. 

NIH-NCI – Electromagnetic Fields and Cancer. 2022. 

EPA. Non-Ionizing Radiation Used in Microwave Ovens. 2025. 

Ministero della Difesa. Pillole di storia. Il forno a microonde? Un’invenzione della seconda guerra mondiale. 

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