Fondazione Umberto Veronesi Award: chi sono i vincitori del 2020

Il riconoscimento a Maria Laura Bonaccio, Mohamed Elgendy e Andrea Ponzetta. I loro studi selezionati sulla base dell’impact factor della rivista scientifica e del potenziale traslazionale della ricerca

È mancata la tradizionale cerimonia dal vivo, con la stretta di mano ai vincitori. Ma anche nel 2020, nonostante l'appuntamento saltato con la consegna dei Grant a causa della pandemia di Covid-19, sono stati assegnati i «Fondazione Umberto Veronesi Award», giunti alla terza edizione (scopri chi sono stati i vincitori nel 2019 e nel 2020).


Il premio vuole valorizzare il lavoro di ricercatori che sono stati sostenuti negli anni da Fondazione Umberto Veronesi e che sono arrivati a pubblicare il risultato delle loro ricerche su riviste scientifiche prestigiose. Il premio va alle tre migliori pubblicazioni dell’anno 2019, selezionate sulla base dell’impact factor e del potenziale traslazionale della ricerca.

Ecco chi sono i ricercatori premiati (5.000 euro a testa).

 

1) Marialaura Bonaccio, sostenuta da Fondazione Umberto Veronesi nel 2015 e 2016, ha svolto la ricerca presso l’IRCSS Neuromed, Pozzilli (Isernia).

Articolo premiato: Chili pepper consuption and mortality in italian adults, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology il 23 settembre 2019. 

La ricerca, stata realizzata nell’ambito del grande studio epidemiologico Moli-sani (25mila persone coinvolte), ha messo in relazione la frequenza di consumo di peperoncino con il rischio di mortalità. Il risultato? Come raccontato anche attraverso le pagine del Magazine, chi consuma abitualmente peperoncino (4 volte a settimana o più) abbatte il rischio di morire di infarto del 40%. Più che dimezzata risulta anche la mortalità per cause cerebrovascolari

«È un riconoscimento inaspettato e, per questo, ancora più gradito. Una bella sorpresa di cui vado fiera - racconta la ricercatrice molisana, 39 anni -. Sono molto affezionata alla Fondazione Umberto Veronesi, che ha sostenuto il mio lavoro di ricerca per ben due anni, dando fiducia a un progetto rischioso proprio perchè pionieristico. Gli effetti devastanti di un mondo senza ricerca sono sotto gli occhi di tutti. La parola d’ordine è prevenzione, in tutti i campi. La prevenzione lavora sulle radici, lo fa lentamente, lontano dai riflettori. Ecco perché in pochi ci investono».

 

Mohamed Elgendy (secondo nella foto), sostenuto da Fondazione Umberto Veronesi nel 2015. Ha svolto la ricerca presso l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), Milano.  

Articolo premiato: Combination of hypoglycemia and metformin impairs tumor metabolic plasticity and growth by modulating the PP2A-GSK3B-MCL-1 axis, pubblicato su Cancer cell il 13 maggio 2019.  

I tumori riprogrammano il metabolismo per generare grandi quantità di energia e molecole a sostegno della loro rapida crescita. La ricerca ha utilizzato un nuovo approccio metabolico combinando il digiuno intermittente col farmaco metformina per privare di energia le cellule tumorali, riducendone la crescita. 

«Oltre all'opportunità di far conoscere i risultati del mio lavoro a un pubblico più ampio, questo premio mi dà il piacere speciale di sapere che il mio impegno è riconosciutoapprezzato - racconta il ricercatore egiziano, in Italia dal 2011 al 2015 e oggi a capo del gruppo di ricerca in biochimica clinica e medicina di laboratorio dell'ospedale universitario Carl Gustav Carus di Dresda -. La ricerca scientifica richiede tempo e fatica. Questo riconoscimento dà la motivazione a continuare a lavorare sodo e a mantenere il livello dei risultati scientifici che ho raggiunto in questi anni».

 

3) Andrea Ponzetta, sostenuto da Fondazione Umberto Veronesi nel 2019. Ha svolto la ricerca presso l’Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (Milano).

Articolo premiato: Neutrophils driving unconventional T cells mediate resistance against murine sarcomas and selected human tumors, pubblicato su Cell l’11 luglio 2019. 

L'argomento del suo studio (approfondito anche in questo articolo pubblicato sul Magazine) è il ruolo di un particolare tipo di globuli bianchi, i neutrofili, nel contrasto alla crescita dei sarcomi dei tessuti molli. Si tratta di tumori molto aggressivi e ancora con opzioni terapeutiche limitate: la conoscenza del meccanismo con cui i neutrofili possono contribuire a frenare la malattia potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti basati sull'immunoterapia.

«Ricevere il Veronesi Award in un momento come questo significa moltissimo - racconta Ponzetta, 34 anni, che da gennaio porta avanti la sua attività di ricerca al Karolinska Institutet di Stoccolma -. Non solo come riconoscimento da parte di una prestigiosa istituzione nazionale, ma anche per la visibilità può dare al nostro lavoro. I sarcomi dei tessuti molli sono una malattia rara, ancora poco studiata dal punto di vista immunologico, pertanto maggiori finanziamenti potrebbero contribuire a migliorare notevolmente la qualità della vita dei pazienti».

 

Per essere inclusi nella competizione, gli articoli scientifici devono rispettare i seguenti requisiti:

  • pubblicazione nell’anno precedente su una rivista internazionale peer-reviewed;

  • il ricercatore sostenuto da Fondazione Umberto Veronesi deve risultare come primo o ultimo autore;

  • Fondazione Umberto Veronesi deve essere esplicitamente nominata nei ringraziamenti o nelle affiliazioni;

  • in caso parte della ricerca sia stata svolta all’estero, l’affiliazione del ricercatore doveva riportare anche il laboratorio italiano di provenienza;

  • l’articolo deve essere stato inviato alla Fondazione Umberto Veronesi a pubblicazione avvenuta

 

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