Gli anziani che riducono i grassi alimentari o le proteine di origine animale sembrano mostrare segnali di riduzione dell’età biologica. A suggerirlo è una ricerca dell’Università di Sydney, pubblicata sulla rivista Aging Cell. La ricerca evidenzia il potenziale degli interventi alimentari nel migliorare salute e invecchiamento in età avanzata.
ETÀ BIOLOGICA E INVECCHIAMENTO
L’invecchiamento è un processo complesso influenzato da fattori modificabili come la dieta, che può accelerare o rallentare il declino fisiologico. Mentre l’età cronologica aumenta in modo uniforme, l’invecchiamento biologico varia tra gli individui, riflettendo differenze nello stato di salute e nella resilienza dei sistemi biologici allo stress.
Gli scienziati possono stimare l’età biologica utilizzando profili di biomarcatori, cioè misure delle funzioni fisiologiche nel tempo, spesso considerate indicatori migliori della salute generale e della possibile longevità rispetto all’età anagrafica. La ricerca ha integrato dati provenienti da 20 diversi biomarcatori, come livelli nel sangue di colesterolo, insulina e proteina C-reattiva, per calcolare un punteggio di età biologica per i partecipanti allo studio “Nutrition for Healthy Living”, condotto presso il Charles Perkins Centre dell’Università.
LO STUDIO
I 104 partecipanti alla ricerca, di età compresa tra 65 e 75 anni, presentavano in partenza un BMI che variava tra 20 e 35. Tutti erano non fumatori, non vegetariani e senza gravi patologie come diabete di tipo 2, tumori, malattie renali o epatiche, né allergie o intolleranze alimentari.
I soggetti sono stati assegnati casualmente a una delle quattro diete, ciascuna con il 14% dell’energia derivante dalle proteine. Due diete erano onnivore (metà delle proteine provenienti da fonti animali e metà da vegetali) e due semi-vegetariane (con il 70% delle proteine provenienti da fonti vegetali). All’interno di ciascun gruppo, i partecipanti seguivano poi una dieta ad alto contenuto di grassi e basso contenuto di carboidrati oppure una dieta a basso contenuto di grassi e ricca di carboidrati, formando così quattro categorie:
- onnivora ad alto contenuto di grassi (OHF)
- onnivora ad alto contenuto di carboidrati (OHC)
- semi-vegetariana ad alto contenuto di grassi (VHF)
- semi-vegetariana ad alto contenuto di carboidrati (VHC).
COSA È EMERSO
Il gruppo OHF, la cui dieta modificata era quella più simile all’alimentazione abituale dei partecipanti, ovvero ricca di grassi, non ha mostrato cambiamenti significativi nell’età biologica del profilo dei biomarcatori. Al contrario, gli altri tre gruppi hanno registrato una riduzione dell’età biologica. La riduzione più statisticamente significativa è stata osservata nei partecipanti che seguivano una dieta onnivora ricca di carboidrati. In questo gruppo la dieta era composta per il 14% da proteine, per il 28-29% da grassi e per il 53% da carboidrati.
Non è ancora chiaro se l’effetto dei cambiamenti alimentari sui biomarcatori legati all’età sia duraturo e porti a un’inversione stabile dell’età biologica.
SERVONO ULTERIORI CONFERME
Lo studio offre un’indicazione interessante, ma preliminare, non un risultato conclusivo. Gli autori chiedono studi di più lunga durata per verificare se questi miglioramenti si traducano in una riduzione del rischio di malattie e se i risultati siano validi anche per altre fasce d’età.
«Servono cambiamenti alimentari di più lunga durata per valutare se la dieta possa modificare il rischio di malattie legate all’età», ha dichiarato il professor associato Alistair Senior, supervisore della ricerca.
«È ancora troppo presto per affermare con certezza che specifici cambiamenti nella dieta possano allungare la vita. Ma questa ricerca offre una prima indicazione dei potenziali benefici dei cambiamenti alimentari anche in età avanzata», ha affermato la dottoressa Caitlin Andrews, alla guida della ricerca. «La ricerca futura dovrebbe verificare se questi risultati siano validi anche per altri gruppi di popolazione e se i cambiamenti osservati siano duraturi o predittivi di risultati a lungo termine».


