Quali sono le abitudini alimentari degli uomini italiani? Quanta importanza danno alla dieta come strumento di salute, oltre che fonte di gusto e piacere? Si è tornati a parlare di stili di vita e di prevenzione al maschile con la presentazione del progetto "I broccoli per la ricerca", tenutasi oggi a Roma presso il MASAF (Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste). Ad alimentare la discussione è stato un approfondimento dei dati dell’indagine condotta a novembre da AstraRicerche per Fondazione Veronesi, dedicata a uomini e prevenzione oncologica, con un focus in particolare sul tema delle abitudini a tavola. E l'esito è un quadro in cui le buone intenzioni ci sono, ma non sempre si traducono in comportamenti coerenti, soprattutto quando si parla di frutta e verdura.
Dieta e stili alimentari
L'indagine aveva coinvolto un campione rappresentativo di poco più di un migliaio di uomini fra i 18 e i 65 anni, residenti sul territorio nazionale. Il 60% dichiara di mangiare in modo "abbastanza" o "molto" equilibrato, né troppo né troppo poco; altrettanti dicono di mangiare in modo regolare, senza saltare i pasti; il 70% dichiara di mangiare in modo vario. Riconoscono di avere una dieta "poco" o "per niente" equilibrata il 13% degli intervistati; il 15,4% si dice poco o per niente regolare nei pasti e poco meno di 7 su cento affermano di non seguire una dieta varia.
Tuttavia, non mancano comportamenti problematici:
- il 22,2% dichiara di mangiare "continuamente" durante la giornata
- il 29,4 di mangiare spesso cibo spazzatura, cibi grassi, fritti o dolciumi. Com'è prevedibile queste abitudini diminuiscono con l'età, passando rispettivamente dal 42% dei ventenni che consuma regolarmente junk food al 21% degli over 50
- il 25,6% segue diete fallimentari.
- tre su dieci dicono di non poter mangiare i cibi che vorrebbero per motivi di salute o di linea.
Lo stile alimentare più diffuso resta quello onnivoro (59,5%). Le diete con riduzione o esclusione dei prodotti animali (flexitariana, pescetariana, vegetariana, vegana) tutte insieme non superano il 12%. Poco più di un quarto degli intervistati (28,6%) dichiara di seguire una dieta di tipo mediterraneo.
E la frutta e la verdura? Il 60,1% degli uomini dichiara di consumarne molta; una percentuale positiva ma non ottimale, considerando che le linee guida per un’alimentazione sana raccomandano a tutti di consumarne almeno cinque porzioni al giorno (almeno 400 grammi).
Frutta e verdura: un consumo ancora insufficiente, con forti differenze socioeconomiche
Il dato sui consumi di frutta e verdura peggiora tra i 30-40enni, dove la quota scende al 54–56%. Sono soprattutto gli uomini di questa fascia d’età – spesso al centro di impegni familiari e professionali – a sacrificare tempo e attenzione per pasti più equilibrati.
Inoltre emerge un evidente gradiente socioeconomico, fra gli uomini che si collocano in una classe superiore (il 66,6% si dichiara forte consumatore di frutta e verdura) e chi si colloca invece in fasce svantaggiate, in cui il dato va poco oltre il 53%. Geograficamente, i consumi risultano leggermente più alti nel Centro-Sud rispetto al Nord.
Se però si va a confrontare il dato con le rilevazioni della sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), emerge che la percezione è diversa dal comportamento effettivo. Appena il 6,2% degli uomini consuma le 5 porzioni di frutta e verdura al giorno raccomandate (contro l’8,7% delle donne), mentre un po’ più di un terzo (il 39,9%) arriva a tre porzioni al giorno.
Secondo il sondaggio, gli uomini che dichiarano di abbondare con i vegetali nella dieta lo fanno per scelta personale (86,1%), guidati dal piacere (60,8%) e dalla consapevolezza dei benefici (59%). Tra chi invece ne consuma poca, la principale barriera è il gusto: “non mi piace” risponde il 41,2%. Seguono problemi pratici come la conservazione (31,8%) o l’organizzazione dei pasti.
Gli stili di vita
Aldilà della dieta, i maschi intervistati hanno indicato il sonno adeguato (6-8 ore) fra le buone abitudini più frequente, che il 67,3% degli uomini dichiara di seguire almeno 4-5 volte a settimana.
Al contrario, l’attività fisica resta un tallone d’Achille: il 60% dichiara di cercare di essere attivo nella vita quotidiana, ad esempio facendo le scale o andando a piedi, ma solo il 31,3% pratica movimento leggero (fra i 30-39enni si scende al 25%) e appena il 21,7% fa sport con regolarità (anche i ragazzi fra i 18 e i 29 anni si fermano al 34,4%).


