Le evidenze scientifiche ci sono: innumerevoli e robuste. Ma nonostante ciò, il consumo di bevande alcoliche nel nostro Paese non accenna a calare. La sintesi del rapporto Istisan dell'Istituto Superiore di Sanità - che sarà presentato ufficialmente durante l’Alcohol Prevention Day, mercoledì 15 maggio - è questa. Al netto delle modalità di impiego, profondamente diverse tra giovani e adulti.
L'ALCOL E GLI ITALIANI
In Italia ci sono oltre 35 milioni di consumatori di birra, vino e superalcolici: di cui più di un quarto a rischio (8,6). A testimonianza del trend in graduale ascesa, sulla stessa riga di quanto accade da anni livello globale, c’è la riduzione del numero degli astemi: poco più della metà, all’incirca 18 milioni. L’Italia continua dunque a strizzare l’occhio all’alcol, nonostante sia responsabile (soltanto lungo la Penisola) di 17.000 decessi ogni anno (principalmente per tumori, incidenti stradali e complicanze della cirrosi epatica), oltre che di quasi 700.000 casi di malattia che meriterebbero di essere trattati (e che spesso non lo sono). Tutto ciò arriva a costarci oltre 20 miliardi di euro ogni anno.







