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Alimentazione

L’olio extravergine contro le demenze? È presto per dirlo

L'effetto protettivo dell'extravergine di oliva nei confronti delle malattie neurodegenerative è stato finora dimostrato soltanto in laboratorio

Che l’olio extravergine di oliva faccia bene alla salute è opinione diffusa. Meno nota invece è la possibilità che l'«oro verde» riesca a proteggerci dalle demenze. Ipotesi non da escludere, però, dal momento che un’alimentazione che ne sia ricca potrebbe prevenire l’accumulo tossico della proteina tau, rilevabile nel cervello delle persone ammalate di Alzheimer.

L'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA E IL CERVELLO

Per l'apporto di acidi grassi monoinsaturi, o grassi «buoni», si sa che l’olio «Evo» può abbassare il rischio di vedere crescere i valori del colesterolo Ldl (quello «cattivo») e di disturbi cardiaci. Più di una ricerca recente, però, suggerisce che riesca a svolgere un’azione benefica anche per la protezione delle cellule nervose e delle capacità cognitive. Già uno studio multicentrico del 2012 guidato dall’Università di St. Louis aveva trovato che la somministrazione di olio di oliva extravergine migliorava la memoria e la capacità di apprendimento dei topi, cosa che non si verificava aggiungendo al loro cibo olio di cocco o burro. Una degli ultimi studi sul tema viene ora da un gruppo di ricercatori della Temple University di Filadelfia (Usa), diretti da Domenico Praticò, a capo dell'Alzheimer's Centre. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Aging Cell.

LE MALATTIE NEURODEGENERATIVE
POSSONO ESSERE PREVENUTE? 

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