All’inizio, mangiano per sopravvivenza. Dopodiché, trascorsi i primi mesi dalla nascita, i bambini non si comportano tutti allo stesso modo di fronte al seno materno, al biberon o ai primi assaggi che caratterizzano lo svezzamento. C’è chi è più vorace e consuma un pasto intero nell’arco di un paio di minuti. D’altra parte, invece, ci sono genitori che devono sderenarsi per essere certi che il proprio bambino abbia mangiato a sufficienza. Cosa rende così diverso l’atteggiamento di esseri viventi con pochi mesi di vita al cospetto di un bisogno primario quale la fame? Una differenza notevole, purché occasionale, potrebbe essere spiegata con un momento di scarso (o eccessivo) appetito. Ma quando si è di fronte a un bambino che mangia sistematicamente più del dovuto, la spiegazione potrebbe risiedere nell’ambiente. La tendenza a un consumo vorace dei pasti può essere la conseguenza dell’habitat in cui cresce un bambino. Più stimoli attorno a lui rimandano alla tavola, maggiori sono le probabilità di vederlo mangiare in maniera eccessiva. Con ripercussioni che vanno da una maggiore difficoltà nello sviluppare il senso di sazietà alla tendenza ad accumulare peso in eccesso.
Anche l'ambiente aiuta a prevenire l'obesità infantile
Stimolare un bambino con attività «slegate» dal consumo di cibo lo aiuta a sviluppare i sensi della fame e della sazietà. È il primo passo per tenere lontana l'obesità
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