Longevità: ridurre le carni rosse fa la differenza
Le chance di lunga vita aumentano se si riduce la quantità di carni rosse nella dieta. I risultati di un'analisi su oltre 80.000 persone che per la prima volta ha valutato cosa succede cambiando le abitudini "carnivore"
Aumentare la quantità di carni rosse nella dieta ha effetti negativi sulla salute, mentre ridurle al contrario riduce i rischi. La conferma arriva da uno studio condotto esaminando i dati di 81.500 persone in un arco temporale di 16 anni, valutando le abitudini alimentari e il rischio di morte. Pur con i limiti di uno studio osservazionale, che mette in relazione due fenomeni senza spiegarne le cause, le conclusioni dei ricercatori sono chiare: cambiare le fonti proteiche nella dieta o mangiare più alimenti di origine vegetale come verdure, legumi e cereali integralipuò fare la differenza in tema di longevità.
SE SI AUMENTANO LE PORZIONI DI CARNE?
Ci sono dati consistenti che mostrano che il consumo di carni rosse (di bovino, maiale, agnello, cavallo) è legato a un più alto rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, alcune forme di tumore come il tumore del colon-retto e, in generale, al rischio di morte. Ma cosa succede cambiando abitudini? Cosa succede diminuendo o aumentando le porzioni di carne a tavola? I ricercatori, un team da università statunitensi e cinesi, hanno cercato gli effetti sulla sulla mortalità in generale. Così, hanno attinto ai dati di circa 53.500 donne, infermiere arruolate nel grande progetto del Nurses' Health Study (NHS) e poco meno di 28.000 uomini, operatori sanitari coinvolti nel Health Professionals Follow-up Study (HPFS). Hanno raccolto i dati sulle loro abitudini alimentari per otto anni, registrando poi i casi di morte negli otto anni successivi, fra il 1986 e il 2010.