Sale: meno di 5 grammi al giorno per proteggere il cuore
Pericolosa e infondata l'ipotesi di allentare la presa sull'abuso di sale, in grado di determinare ipertensione e mettere a rischio la salute di cuore e arterie. Ecco come ridurne l'apporto
Cinque grammi, tra quelli naturalmente presenti negli alimenti e quelli (discrezionalmente) aggiunti. Ovvero: l'equivalente di un cucchiaino da caffè. A tanto ammonta il quantitativo giornaliero di sale che potremmo consumare, per non mettere a rischio il cuore e le arterie. La precisazione giunge nel corso della settimana per la riduzione dei consumi di sale, che quest'anno ha rappresentato l'occasione per puntualizzare un'evidenza scientifica consolidata, ma rimessa (pericolosamente) in discussione negli ultimi anni: il ruolo che l'eccesso di sale assunto attraverso la dieta gioca nell'insorgenza dell'ipertensione, tra i più rilevanti fattori di rischio cardiovascolare.
LA CONTROVERSIA SCIENTIFICA
Un aspetto su cui non ci possono essere più dubbi. «Numerosi studi controllati di intervento confermano che un elevato consumo di sale è associato ad aumento della pressione, mentre la riduzione viaggia a braccetto con una riduzione dei valori pressori», afferma Pasquale Strazzullo, direttore della clinica medica dell'Università Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu). Ciononostante una serie di recenti pubblicazioni - l'ultima delle quali apparsa sulle colonne della rivista The Lancet nel 2018, riportata nelle fonti - ha generato una controversia scientifica e seminato dubbi sulla convenienza della correzione dell’abuso di sale. Lavori che hanno insinuato il dubbio che la riduzione dei consumi al di sotto dei cinque grammi al giorno - secondo quelle che sono le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - possa essere pericolosa e che sia invece preferibile un consumo pari a quello corrente nella maggior parte dei Paesi europei, se non più alto. Ipotesi al momento priva di fondamento.