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Vaccini Covid-19 e seconda dose differente: cosa sappiamo?

Prima dose con un vaccino, seconda con un altro. I dati preliminari indicano un'ottima risposta immunitaria ma trarre conclusioni è ancora prematuro

+++ Le seconde dosi, da sabato 19 giugno, saranno possibili sia con AstraZeneca sia con i vaccini a mRNA. La decisione se propseguire con lo schema classico e approvato da AIFA sarà a carico del vaccinando dopo colloquio con il medico del centro vaccinale +++

Da sabato 12 giugno 2021 tutte le persone under-60 vaccinate in prima dose con Vaxzevria di AstraZeneca ricerveranno, in seconda dose, un vaccino a mRNA tra Comirnaty (Pfizer-BioNTech) e mRNA-1273 (Moderna). A stabilirlo il CTS, il comitato tecnico scientifico del Governo istituito per affrontare l'emergenza pandemia. Una decisione presa in corsa dopo il decesso di una giovane 18enne che nei giorni scorsi aveva ricevuto, in occasione di un open-day vaccinale, il preparato di AstraZeneca. Decisione saggia o dettata dalla paura? Ad un'analisi approfondita la situazione è molto chiara: se da un lato erano già note le possibili rare reazioni avverse, poco ancora sappiamo della stategia "mix and match" decisa dal CTS. I risultati delle prime sperimentazioni comunque sembrano sposare, almeno in termini di produzione di anticorpi, la decisione della seconda dose differente.

IL SENSO DELLE DUE DOSI

Ad oggi i vaccini per contrastare Covid-19 appartengono essenzialmente a due categorie. Quelli a mRNA (Pfizer-BioNTech e Moderna) e quelli a vettore virale (AstraZeneca e Janssen). In tutti e due i casi l'obbiettivo della vaccinazione è stimolare il sistema immunitario a riconoscere la proteina spike del virus. Sia quelli a mRNA sia quelli a vettore virale si sono dimostrati altamente efficaci nel prevenire le forme gravi di Covid-19. Fatta eccezione per il vaccino di Janssen, a singola dose, tutti quelli oggi disponibili in commercio nel nostro Paese prevedono due iniezioni. Una strategia volta ad ottenere, come per altre vaccinazioni, la miglior risposta del sistema immunitario. Non è un caso che osservando sia i dati degli studi che hanno portato all'approvazione dei vaccini sia ciò che sta accadendo "sul campo", l'efficacia nel prevenire lo sviluppo di sintomi cresca nel tempo -per tutti i vaccini- e diventi massima solo con la seconda dose.

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