Ogni due giorni il mondo produce una quantità di informazioni pari a quella generata dall’inizio della civilizzazione a oggi. Lo ha calcolato qualche anno fa l’ex amministratore delegato di Google, Eric Schmidt. E da allora le cose sono molto peggiorate (o migliorate?), perché ogni anno e mezzo i dati scambiati sul web raddoppiano.
BIG DATA PROTAGONISTI A VENEZIA
Queste cifre inaudite danno l’idea dell’enorme matassa di informazioni da cui siamo sempre più avvolti, colpiti e coinvolti e che vengono indicate col termine incombente, ma non ancora di uso comune, che è Big Data. Traducibile con «grandi dati», un fenomeno nuovo capace di cambiarci la vita in ogni campo. Il tema sarà al centro della dodicesima Conferenza mondiale The Future of Science in programma dal 22 al 24 settembre a Venezia, promossa dalle Fondazioni Umberto Veronesi, Giorgio Cini, Silvio Tronchetti Provera e di cui è Segretario generale Chiara Tonelli, ordinario di genetica all'Università di Milano. I dati di cui parliamo partono da un’infinità di fonti: dal nostro smartphone alle cartelle cliniche, dalla spesa pagata con la car- ta ai sensori sparsi per la città, dalle foto postate su Twitter ai data base creati da vari enti. I Big Data sanno sempre più di noi e a saperli ben usare tutte le attività a noi dedicate potrebbero migliorare di molto, a cominciare dalla medicina che è sempre più medicina di precisione.







