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Alimentazione

Fate bene i calcoli renali

pubblicato il 11-10-2013
aggiornato il 25-01-2017

Fondamentale per la prevenzione della calcolosi è l'attenzione particolare alla dieta, che deve essere povera di sodio e proteine animali ma a normale contenuto di calcio. E per evitare le ricadute, i consigli nutrizionali sono "su misura" a seconda del tipo di calcoli

Fate bene i calcoli renali

Fondamentale per la prevenzione della calcolosi è l’attenzione particolare alla dieta, che deve essere povera di sodio e proteine animali ma a normale contenuto di calcio. E per evitare le ricadute, i consigli nutrizionali sono "su misura" a seconda del tipo di calcoli

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Secondo le ultime stime fornite da una indagine del 2010, condotta dalla Società Italiana di Medicina Generale (S.I.M.G.), circa il 10% degli Italiani ha avuto a che fare nel corso della propria vita con un episodio di calcolosi urinaria (nefrolitiasi) e circa il 6,5% della popolazione, con una prevalenza maschile (6,5% contro 6,1% di donne), con la formazione costante delle ‘pietruzze nei reni’.

La nefrolitiasi è una patologia con un alto indice di ricadute, spiegano gli esperti, che impone a chi ne soffre una particolare attenzione alla dieta. Nel nostro Paese la malattia, infatti, è in crescita a causa di una più elevata assunzione di proteine animali, fra i principali responsabili della formazione dei calcoli.

CAUSE E FATTORI DI RISCHIO – Per calcolosi renale si intende la presenza di formazioni solide nell’apparato urinario, che si strutturano generalmente in un arco temporale variabile dai 2 ai 5 anni, derivate dalla precipitazione ed aggregazione di sostanze disciolte nelle urine.

I componenti più frequenti che danno luogo ai calcoli delle vie urinarie sono il calcio, l’ossalato, l’acido urico ma può influire nella loro formazione anche la carenza di sostanze quali il citrato e il magnesio urinario.

La conoscenza della composizione del calcolo e di determinati parametri urinari è rilevante per l’impostazione terapeutica, che deve avere come obiettivo la riduzione al minimo della precipitazione dei sali urinari in causa e/o l’aumento delle sostanze che ne prevengono la precipitazione.

LA DIETA – Una alimentazione corretta è la ‘prima cura’ per la prevenzione dei calcoli renali, in quanto la composizione delle urine è direttamente correlata alla dieta. Essa va studiata e concordata insieme a uno specialista o a un nutrizionista, ma dagli specialisti ecco le prime indicazioni generali.

  • Nel trattamento di tutti i tipi di calcolosi renale è consigliato un consumo di acqua di 2-3 litri nelle 24 ore. L’acqua dovrebbe essere distribuita nel corso di tutta la giornata e anche nelle ore notturne, in caso di risveglio. Un maggiore apporto di liquidi è indicato nei periodi estivi e in presenza di attività fisica.
  • Controllare il peso attraverso la corretta alimentazione e non con diete sbilanciate.

DIETA ‘SU MISURA’ – Ogni tipo di calcolo, a seconda della principale componente, ha la sua dieta. Gli esperti consigliano:

1. Per calcoli di ossalato di calcio una dieta normocalorica a basso contenuto di sale, proteine animali e zuccheri ma con normale contenuto di calcio e un apporto di liquidi tale da avere un volume urinario di almeno 2 litri nell’arco delle 24 ore. Limitare o escludere dalla dieta i cibi ricchi di ossalati.

L’ossalato si trova praticamente in tutti gli alimenti ma alcuni ne sono particolarmente ricchi, tra questi: spinaci, rabarbaro, bietola, barbabietole rosse, nocciole, tè, cioccolato, frutti di bosco. Quando assunti, questi alimenti dovrebbero essere introdotti insieme a una fonte di calcio per ridurne l’assorbimento intestinale.

Per ridurre l’apporto di sale è bene:

  • Ridurne al minimo il consumo nella preparazione e nella cottura dei cibi e di non aggiungerne mai ai piatti una volta in tavola;
  • Evitare i cibi trattati con sale, conservati in scatola, in salamoia, essiccati o affumicati;
  • Preferire il pane toscano senza sale e i formaggi freschi, che sono meno ricchi di sale.

2. Per calcoli da acido urico impostare una dieta con un apporto calorico controllato e una riduzione del quantitativo di purine, contenute soprattutto in prodotti di origine animale. I cibi che ne contengono in elevate quantità fanno aumentare l’escrezione urinaria di acido urico e tendono a rendere le urine più acide, favorendone la precipitazione.

Occorre limitare anche l’apporto di quota proteica studiando insieme allo specialista una dieta che non superi il quantitativo di 1gr/kg/die. È bene ricordare che:

  • Sono da evitare o da ridurre fortemente i frutti di mare, acciughe, sardine sott’olio, aringa, caviale, frattaglie, estratti e brodo di carne, cacciagione, carni rosse, dolcificanti e alcolici. Per rendere le urine meno acide va incoraggiata l’assunzione di frutta e verdura (evitando quella molto zuccherina).

3. Per calcoli di struvite. La formazione di cristalli di struvite può essere causata da una infezione batterica delle vie urinarie. La dieta ed il trattamento terapeutico più idoneo dovrà essere studiato insieme al medico.

4. Calcoli di cistina. Il primo consiglio è di bere fino a 4 litri di acqua al giorno e di impostare una dieta a basso contenuto di proteine animali (carne, pesce, uova) unita all’assunzione di citrato di potassio per alcalinizzare le urine. Si valuterà insieme al medico l’eventuale necessità di iniziare una terapia farmacologica.

Consulenza: Maria Rosa Caruso, Giuseppe Remuzzi, Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi degli Ospedali Riuniti di Bergamo


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