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Cardiologia

Covid-19: ecco chi sono i malati che saranno vaccinati prima

pubblicato il 11-02-2021

Il calendario dà la priorità a chi è alle prese con un tumore, il diabete, una grave obesità, malattie neurologiche, renali e cardiovascolari

Covid-19: ecco chi sono i malati che saranno vaccinati prima

Iniettate le seconde dosi di vaccino a tutti gli operatori sanitari, gli ospiti e gli operatori delle case di riposo, la campagna di profilassi contro Covid-19 entrerà nel vivo per il resto della popolazione. Così come definito alla fine di dicembre, i prossimi a essere vaccinati saranno gli anziani con più di 80 anni. Ma c'è una novità, nella tabella di marcia stilata dal ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), l'Istituto Superiore di Sanità e l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). La seconda fase della campagna vaccinale coinvolgerà fin da subito anche le persone fragili, indipendentemente dalla loro età. Una condizione, quella della maggiore vulnerabilità, definita sulla base dell'impatto avuto da Covid-19 in un anno su determinate categorie di persone. 


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I PAZIENTI ONCOLOGICI TRA I PRIMI A ESSERE VACCINATI 

Con l'ok del Consiglio Superiore di Sanità e del Comitato Nazionale di Bioetica, previa disponibilità dei vaccini, si è dunque deciso di dare quanto prima il via alla profilassi per diversi pazienti. Una scelta, si legge nel documento del ministero della Salute, «ispirata a principi di equità, protezionepromozione della salute e del benessere». Tra questi, rientrano anche i malati di cancro. A essere chiamati nelle prossime settimane saranno i «pazienti oncoematologici in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di sei mesi dalla sospensione delle cure». Tutti, indipendentemente dall'organo colpito dalla malattia. Assieme a loro, verranno invitati a vaccinarsi anche i conviventi. Per quest'ultima ragione, saranno dunque immunizzati i genitori di tutti i bambini e gli adolescenti (fino a 16 anni) alle prese con un tumore solido, un linfoma o una leucemia. A questa categoria sono stati aggiunti anche i talassemici. I malati di cancro in cura lontano dalla propria residenza - è quanto fa sapere la struttura del commissario Domenico Arcuri - saranno vaccinati nella Regione che li ha già presi in carico per le cure oncologiche. Al di là dei limiti temporali esplicitati nel documento, le persone che hanno interrotto le cure oncologiche o i lungosopravviventi (coloro che hanno concluso le terapie da oltre cinque anni) rientreranno nelle rispettive categorie di priorità alla pari dei coetanei che non si sono mai ammalati di cancro. 

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GLI ALTRI PAZIENTI CON LA PRIORITÀ

Tra i pazienti affetti da condizioni «particolarmente critiche, in quanto correlate al tasso di letalità associata a Covid-19», rientrano anche le persone alle prese con una malattia respiratoria (fibrosi polmonare idiopatica o altre condizioni che richiedano l'ossigenoterapia), cardiocircolatoria (scompenso cardiaco avanzato, pazienti reduci da uno shock cardiogeno), cerebrovascolare (sopravvissuti a ictus con una compromissione dell'autonomia neurologica e cognitiva, persone che hanno avuto un ictus nel 2020 o negli anni precedenti se con un rankin maggiore o uguale a 3), renale (dializzati), autoimmune (con una grave compromissione polmonare o marcata immunodeficienza, immunodepressione secondaria a terapie: è prevista anche l'immunizzazione dei conviventi), epatica (pazienti con cirrosi), neurologica (sclerosi laterale amiotrofica, multipla, paralisi cerebrali infantili, pazienti in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive e loro conviventi, miastenia gravis, malattie neurologiche disimmuni), con il diabete (non tutti, ma i maggiorenni con diabete giovanile o con diabete di tipo 2 che necessitano di almeno due farmaci orali per controllare la glicemia o che hanno sviluppato una vasculopatia periferica con indice di Fontaine maggiore o uguale a 3) o con un'altra endocrinopatia severa (morbo di Addison), con la fibrosi cistica, con la sindrome di Down (tutti), i pazienti in lista di attesa per un trapianto d'organo, coloro che l'hanno ricevuto nell'ultimo anno (non prima di tre mesi dall'intervento) o che hanno sviluppato una forma di rigetto. Infine, le persone gravemente obese (con indice di massa corporea superiore a 35).


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VACCINI PFIZER E MODERNA PER I PAZIENTI FRAGILI

Tutti questi pazienti - poco meno di 2.1 milioni - saranno vaccinati con i farmaci sviluppati da Pfizer-Biontech e Moderna. Dei tre vaccini al momento impiegati nei Paesi dell'Unione Europea, sono infatti considerati dall'Aifa quelli accompagnati dalla «maggiore robustezza delle evidenze in termini di efficacia, nelle persone anziane» o comunque tra tutti coloro che, indipendentemente dall'età, «sono a più alto rischio di sviluppare una malattia grave». Il terzo vaccino di prossimo uso anche in Italia - messo a punto dalla farmaceutica AstraZeneca in collaborazione con l'Università di Oxford - rimane al momento indicato per la popolazione tra i 18 e 55 anni di età e senza malattie gravi. Vista la disponibilità del farmaco, il nuovo piano prevede che queste persone siano vaccinate fin da subito, parallelamente ai soggetti fragili. I primi a essere chiamati saranno i membri del personale scolastico e universitario (docente e non docente), le forze armate e di Polizia, coloro che lavorano in ambienti a rischio (penitenziari e luoghi di comunità) e il personale di altri servizi essenziali. Tutto ciò nell'attesa degli altri vaccini, necessari per accelerare i tempi di un piano che, per l'incertezza dovuta alla disponibilità dei farmaci, non prevede scaglioni rigidi. E, di conseguenza, nemmeno termini perentori.


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ALCUNI DISABILI ANCORA FUORI

Così come richiesto dalle società scientifiche e dalle associazioni dei pazienti, nella grande categoria dei pazienti fragili sono finiti quasi tutti i malati cronici. Alcune lacune, però, sembrano esserci, in particolare nel vasto ed eterogeneo mondo della disabilità. La denuncia è della Federazione Italiana Superamento Handicap (Fish), secondo cui «tre quarti dei disabili rischiano di essere esclusi da questa fase della campagna vaccinale». Ossia, la buona parte di coloro che non rientrano nella categoria delle malattie neurologiche sopracitate e chi non è ricoverato nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) o in quelle per disabili (Rsd). Ciò nonostante si tratti di persone che, a prescindere dalla loro condizione di salute, sono tra le più a rischio di essere contagiate (e al tempo stesso di contagiarne altre) data l’impossibilità di assicurare il distanziamento fisico. «A leggere la road-map del nuovo piano vaccinale, manca ancora l’indicazione generalizzata per la disabilità: continueremo a insistere perché venga inserita come prioritaria - dichiara Vincenzo Falabella, presidente della Fish -. Ora che la disponibilità dei vaccini non sembra costituire più un'emergenza, non possiamo accettare che la soluzione sia quella di dividere la disabilità per malattie». 

COME PRENOTARE LA VACCINAZIONE?

Definito chi sarà vaccinato per primo una volta completata la profilassi degli over 80, rimane da capire cosa dovranno fare i pazienti fragili (o i loro caregiver) per passare ai fatti. E qui sono diversi ancora i punti da chiarire. Al momento, tutti i pazienti di cui abbiamo parlato non possono ancora prenotare la doppia dose di vaccino. Come faranno, nelle prossime settimane? Una risposta certa, al momento, non c'è. La struttura commissariale (con Poste Italiane ed Eni) ha sviluppato una piattaforma per la prenotazione delle vaccinazioni. Seppur non visibile al pubblico, è già operativa. Ma al momento sono soltanto quattro le Regioni ad averla scelta: Sicilia, Marche, Calabria e Abruzzo. Altre potrebbero aggiungersi nelle prossime settimane, anche se più di qualcuna potrebbe comunque procedere per conto proprio (salvo poi trasferire i dati alla struttura centrale). Nelle regioni che sceglieranno il sistema unico di prenotazione sarà possibile fissare i due appuntamenti anche attraverso gli ATM Postamat (gli sportelli di prelievo di Poste), inserendo la tessera sanitaria invece del bancomat. E, con ogni probabilità, anche tramite i postini che potranno ricevere la richiesta e inviarla dai palmari già in dotazione. Negli altri casi, saranno invece i medici di medicina generale a fare da ponte tra i propri assistiti e i dipartimenti di prevenzione locali. In ogni caso, stando a quanto filtra dalla struttura commissariale, «le vaccinazioni saranno effettuate anche a domicilio, nel caso in cui una persona non fosse nelle condizioni di raggiungere il centro vaccinale».

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CAMPAGNA VACCINALE: LE TAPPE SUCCESSIVE

Una volta completate le vaccinazioni di questi pazienti - se non ci saranno intoppi, entro la fine di aprile - si passerà alle categorie successive. Così rappresentate: le persone di età variabile tra 75 e 79 anni (categoria 2), quelle di età compresa tra i 70 e i 74 anni (categoria 3), uomini e donne a rischio in caso di infezione da Sars-CoV-2 con età variabile tra 16 e 69 anni (categoria 4), adulti e anziani (55-69 anni) senza malattie o fattori di rischio in grado di aumentare il rischio clinico (categoria 5) e, infine, gli adulti (18-54 anni) sani. Coloro che rientrano nelle prime cinque categorie saranno immunizzati con uno dei due vaccini a mRna (con l'eccezione dei 16enni e dei 17enni, per cui al momento l'unico vaccino indicato quello di Pfizer-Biontech). Agli appartenenti alla categoria 6 sarà invece riservato il farmaco di AstraZeneca, in grado comunque di evitare il decorso di Covid-19 verso le forme più gravi.

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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