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Cardiologia

Dieta sana, tanto sport e niente fumo: i segreti per vivere più a lungo

pubblicato il 27-01-2020

Una ricerca dimostra che chi mangia correttamente, si muove almeno 30 minuti al giorno e non fuma vive più a lungo senza soffrire di malattie croniche come cancro o diabete

Dieta sana, tanto sport e niente fumo: i segreti per vivere più a lungo

A più di qualcuno potrà sembrare la solita cantilena di buoni propositi. Ma repetita iuvant, in un'epoca in cui iniziamo a preoccuparci di aggiungere qualità alla vita, non soltanto quantità. Non fumare, seguire una dieta equilibrata e fare attività fisica con regolarità, ridurre al minimo i consumi di bevande alcoliche: seguendo queste indicazioni, un cinquantenne in buona salute può garantirsi di tenere a distanza malattie cardiovascolari, diabete e cancro per almeno dieci anni. Nella loro semplicità, i risultati di uno studio pubblicato sul British Medical Journal confermano quanto importante sia adottare uno stile di vita che poggi le fondamenta su questi comportamenti per garantirsi una vita più duratura e in buona salute.

I BENEFICI DELL'ATTIVITA' FISICA
PER LA SALUTE 

BENEFICI MAGGIORI PER LE DONNE

La ricerca porta la firma di un gruppo di ricercatori della scuola di salute pubblica dell'Università di Harvard: tra le massime autorità nel campo dell'epidemiologia. Il loro lavoro è consistito nel passare in rassegna i database di due grandi studi clinici statunitensi condotti su altrettante categorie di professionisti sanitari: il Nurses' Health Study (infermieri) e (medici) e l'Health Professionals Follow-up Study (operatori sanitari). Gli autori dello studio hanno scandagliato le abitudini alimentari, il valore del peso corporeo, l'attitudine a svolgere un'attività fisica, l'abitudine al fumo e al consumo di bevande alcoliche di oltre 110mila persone, per poi osservare l'evoluzione del loro stato di salute nel tempo. Significative le evidenze raccolte. Considerando come momento di osservazione il raggiungimento dei 50 anni, i ricercatori hanno scoperto che le signore che avevano seguito alla regola almeno quattro delle cinque indicazioni sopra riportate, erano vissute mediamente oltre dieci anni in più (rispetto alle coetanee che invece non rispettavano nemmeno una delle stesse indicazioni) senza fare i conti con il diabete, con una diagnosi di cancro o di una malattia cardiovascolare. Di poco inferiori i benefici per gli uomini, con una differenza analoga di poco meno di otto anni. 


Il segreto della longevità è nella restrizione calorica


DALLA TEORIA ALLA PRATICA

Relativamente al peso corporeo, i massimi benefici sono stati registrati tra coloro che avevano un indice di massa corporea compreso tra 18 e 24.9. Rispetto al fumo, invece, gli uomini che fumavano 15 o più sigarette al giorno avevano una probabilità più bassa del 75 per cento di non sviluppare malattie. Quanto allo sport, trenta minuti al giorno di attività moderata possono bastare per tenere a distanza le malattie. Risultati che, seppur tratti da uno studio retrospettivo, riportano l'attenzione su alcuni comportamenti di buon senso legati a un percorso di vita più longevo e in salute. «La genetica impatta sulla longevità per non più del 25 per cento: questo vuol dire che possiamo sicuramente incidere sulla durata e sulla qualità della vita», dichiara Roberto Bernabei, direttore del dipartimento scienze dell’invecchiamento, neuroscienze, testa-collo e ortopedia del policlinico Gemelli di Roma. «Ai fattori citati nello studio, ne aggiungerei però altri due di tipo sociale. Oggi sappiamo che vivere a contatto con i propri familiari e in un contesto inclusivo allunga la prospettiva di vita». Quanto al lavoro, se si è in buona salute, «il consiglio è quello di non andare in pensione prima dei 70 anni».

DIETA E SPORT FUNZIONANO COME FARMACI

Dallo studio emerge inoltre come il rispetto delle cinque regole per la buona salute - no al fumo, poco alcol, peso corporeo nella norma, dieta sana e attività fisica regolare - possa avere un impatto anche dopo aver sviluppato un problema cardiovascolare o aver ricevuto una diagnosi di diabete o di cancro. Seppur da malate, le persone che seguono abitudini più salutari potrebbero dunque vivere più a lungo rispetto ad altre alle prese con le stesse problematiche. Un dato che conferma l'importanza di mantenere il peso corporeo nei limiti, evitare di fumare e fare sport anche dopo aver ricevuto una delle diagnosi citate. Secondo Bernabei, oggi i geriatri e i medici di base devono intercettare quanto prima una qualsiasi forma di fragilità che potrebbe riguardare i propri assistiti. «Perché spesso si tratta di problemi revesibili, se affrontati prima di aver determinato una disabilità». Considerando la spesa che ogni Paese sostiene per curare i pazienti affetti da una malattia cronica, «è necessario che chi governa si faccia carico di promuovere uno stile di vita sano, che preveda il miglioramento della qualità della dieta e l'incentivo a svolgere attività fisica», conclude Frank Hu, capo del dipartimento di nutrizione ad Harvard e coordinatore della ricerca.

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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