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Cardiologia
Fabio Di Todaro
pubblicato il 14-03-2016

Nuove prove a sostegno della chirurgia per i grandi obesi



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Due studi italiani su pazienti con BMI superiore a 30 e diabetici mostrano benefici anche a lungo termine. La chirurgia è considerata un’opzione valida quando le diete da sole falliscono

Nuove prove a sostegno della chirurgia per i grandi obesi

Con l’etichetta di chirurgia bariatrica si definisce l’insieme di procedure operatorie che puntano a ottenere la riduzione del peso corporeo nei pazienti obesi, riconosciuti come tali sulla base del valore dell’indice di massa corporea. Per anni sono state considerate un tabù, qualcosa che affascinava soltanto i chirurghi. Ma l’abbondante letteratura scientifica di recente produzione ha capovolto lo scenario: oggi la chirurgia bariatrica è ritenuta l’arma più efficace per eliminare i chili in eccesso in quei pazienti in cui le diete non hanno sortito effetti. Ma i benefici riguardano pure i diabetici.


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I BENEFICI DELLA CHIRURGIA BARIATRICA

Le ultime conferme giungono dall’Italia, a riprova di quanto i nostri specialisti siano a caccia di ulteriori evidenze in questo campo. Due gli studi in questione. Nel primo, apparso su Cardiovascular Diabetology, sono stati esaminati 381 pazienti obesi operati di bendaggio gastrico (di cui 52 diabetici) e 681 pazienti obesi di controllo (non operati), tutti reclutati tra il 1996 e il 2001. Sono state determinate le cause di morte a settembre del 2012, assieme ad altri parametri: come la comparsa di malattie cardiovascolari e di diabete e i nuovi ricoveri ospedalieri dei pazienti (fino a 17 anni dalla prima visita). Il risultato è stato abbastanza chiaro. Tra i pazienti operati la mortalità era ridotta del sessanta per cento e in modo simile nei pazienti con e senza diabete rispetto ai pazienti non operati. Anche la comparsa di malattie risultava ridotta della stessa quota. Dimezzati i ricoveri ospedalieri. 


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EVIDENZE CONFORTANTI ANCHE NEI DIABETICI

Nel secondo studio, i cui risultati sono apparsi su Surgery for Obesity and Related Diseases, sono stati coinvolti 174 pazienti: 87 operati di bendaggio gastrico (venti erano diabetici) e altrettanti inseriti nel gruppo di controllo (con 36 diabetici trattati coi farmaci). Anche in questo caso i risultati hanno finito per «premiare» la soluzione chirurgica. A distanza di 13 anni, i pazienti operati mostravano ancora un peso inferiore a quello del momento dell’intervento. Rispetto ai casi di controllo, inoltre, presentavano minori valori di pressione arteriosa e un miglioramento del quadro glicemico.

Più della metà dei pazienti diabetici operati, infine, non presentava più i segni della malattia, presente in tutti coloro che erano stati trattati coi farmaci. Migliorata (nel primo gruppo) anche la funzionalità renale. «Gli effetti benefici della chirurgia bariatrica sono di gran lunga superiori ai rischi e permangono per almeno 13 anni: non riguardano solo il diabete, ma anche la pressione arteriosa e varie manifestazioni della malattia aterosclerotica», affermano gli autori dei due studi a più lungo termine condotti finora a livello mondiale. Nella fattispecie, un target di particolare interesse è rappresentano dai pazienti obesi (con indice di massa corporea superiore a 35) e diabetici.


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SE CALA IL PESO, IL PANCREAS RIPRENDE A FUNZIONARE

Le linee guida delle principali società scientifiche viaggiano ormai sulla stessa lunghezza d’onda: la chirurgia bariatrica è un’opzione (anche a lungo termine) da prendere in considerazione quando tutti i precedenti tentativi di dimagrimento sono falliti. Quanto agli effetti sul diabete, condizione diffusa nel 26 per cento degli obesi, è il bypass gastrico la pratica più efficace. Con questo intervento si crea una nuova via che permette al bolo alimentare di “saltare” parte dello stomaco e il primo tratto dell’intestino tenue, in modo da ridurre l’assorbimento dei nutrienti. «La chirurgia mini-invasiva è un trattamento di straordinaria efficacia nei pazienti diabetici e obesi, con un indice di massa corporea superiore a trenta - afferma Luigi Angrisani, direttore dell’unità operativa di chirurgia generale, d'urgenza e laparoscopica dell'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli -. La riduzione dell’obesità a lungo termine determina un effetto positivo sull'attività delle cellule beta del pancreas e migliora la risposta periferica all'insulina».


Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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