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Fumo

Come si è arrivati a scoprire che il fumo è cancerogeno?

pubblicato il 27-05-2020

Le prime prove risalgono a quasi un secolo fa. Ma agli scienziati, da quel momento, sono serviti oltre 30 anni per convincere tutti della pericolosità del fumo

Come si è arrivati a scoprire che il fumo è cancerogeno?

Il legame tra fumo e cancro fu avanzato più volte nel corso della storia, ma è soltanto a partire dall’inizio del Novecento che si cominciò a studiarlo in maniera scientifica. Già nella Germania nazista, nel 1939, lo scienziato Franz Müller aveva condotto uno studio epidemiologico che mostrava la relazione tra fumo e cancro. Quattro anni più tardi una ricerca analoga condotta da Eberhard Schairer e Erich Schöniger dimostrava che il tabacco è legato allo sviluppo di tumore al polmone.


Questi risultati, anche a causa delle gravissime violazioni etiche emerse dopo la guerra a carico di molti scienziati tedeschi, furono a lungo ignorati. Ma già dagli anni Cinquanta si cominciarono ad accumulare in altri Paesi prove sulla pericolosità del fumo. Il primo a sottoporre alla comunità scientifica uno studio che mostrava come il rischio di cancro aumenta con la quantità di tabacco fumato fu l’epidemiologo inglese Richard Doll. Poco più tardi due scienziati dell’American Cancer Society, Cuyler Hammond e Daniel Horn, realizzarono una ricerca da cui emergeva che i fumatori presentano un rischio di morte del 52 per cento superiore a quello dei non fumatori. Il numero di studi che mettevano in relazione il fumo con il cancro cominciò a crescere. Complice una strenua campagna negazionista condotta dall’industria del tabacco, però, la scienza ha impiegato molto tempo per trovare pieno ascolto quando presentava dimostrazioni via via più a convincenti sulla pericolosità del fumo.


A metà degli anni Sessanta, negli Stati Uniti scese in campo la politica: nel 1964 Luther Terry, il Surgeon General degli Stati Uniti (figura di nomina presidenziale, responsabile della sanità pubblica per il Governo) pubblicò il rapporto «Smoking and Health» in cui si ribadiva che il fumo di sigaretta causa il tumore al polmone. Negli anni Ottanta arrivarono altri rapporti ufficiali da cui emergeva che la nicotina crea dipendenza e in cui si illustravano i legami tra il fumo e i tumori di polmone, laringeesofagostomaco, vescica, pancreas e reni e con i danni all’apparato cardiovascolare e a quello respiratorio.


È in quegli anni che iniziò a diffondersi la pratica di apporre sui pacchetti di sigaretta le etichette informative che leggiamo anche oggi.


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