Questa è la storia di un uomo che, dilaniato dalla perdita di un figlio a causa di un tumore, ha scelto di tramutare il dolore in speranza. Roberto Valerio ha 55 anni, vive in provincia di Firenze e di professione è militare. Al di fuori dell’orario di servizio, però, trascorre le sue giornate per offrire una chance alle famiglie meno fortunate, che lungo la propria strada hanno vissuto la stessa triste sorte toccata a lui: l’incontro con la malattia oncologica di un figlio. Una missione quasi scontata, per quest’uomo. Ma anche «l’occasione per rivedere negli occhi di ognuno di loro il mio Riccardo». Molti di questi bambini, grazie all’impegno di Roberto, oggi sono innanzitutto vivi. Poi, spesso, anche soddisfatti e affermati. Il merito? «È anche dei risultati raggiunti dalla ricerca scientifica», racconta Roberto in questa intervista, che celebra l’«unione» tra le sue volontà e quelle di Fondazione Umberto Veronesi.
Prendersi cura dei piccoli malati di cancro in memoria di Riccardo
Per ricordare la scomparsa di suo figlio, Roberto Valerio aiuta i piccoli pazienti oncologici dei Paesi più poveri. Col sostegno di Fondazione Umberto Veronesi

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