Il famoso pezzo di carta, qui inteso come laurea e principale traguardo di un’istruzione superiore, ti procura (forse) un lavoro migliore, ma forse finisce per proteggere anche cuore e arterie. Sembrerebbe riassumersi così la ricerca dell’Università del Minnesota (Usa) pubblicata su Jama Internal Medicine sul rapporto tra livello di istruzione e possibilità di subire un infarto, insufficienza cardiaca o ictus. Una relazione inversamente proporzionale che di primo acchito stupisce, ma che compare supportata da tutta un’altra ricerca di cui riferiremo, firmata anche da un Nobel.
EDUCAZIONE E SALUTE
Ma intanto ecco i quattordicimila volontari bianchi e afroamericani ingaggiati dall’équipe del professor Yasuhiko Kubota tra gente di età 45-64 anni, senza alcun problema cardiocircolatorio, seguiti per ben 26 anni: dal 1987 al 2013. In quel periodo gli studiosi hanno rilevato più di 4.500 problemi cardiovascolari e 2.400 decessi non legati al cuore. Ed ecco le percentuali del rapporto cultura-salute cardiaca: tra gli uomini con un’istruzione di base il rischio cardiovascolare nel corso della vita è risultato del 59 per cento, diminuendo fino al 42 per cento tra i laureati. Tra le donne la disparità risulta ancora più forte: con il 51 per cento di rischio tra le meno istruite e appena un 28 per cento tra le donne che avevano raggiunto il massimo livello di studi scolastici.







