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Cardiologia

Venti minuti a piedi contro lo scompenso cardiaco

Uno studio su trentatremila uomini svedesi attesta che nei sessantenni una passeggiata quotidiana riduce del venti per cento il rischio di insufficienza dell'attività del cuore. Gli eccessi invece lo aumentano

Moderazione, con un esercizio aerobico di lieve o media intensità come una passeggiata, e costanza ovvero dedizione alla pratica sportiva tutti i giorni e per almeno ventiminuti, sono i fattori chiave per allontanare il rischio di scompenso cardiaco intorno ai sessant'anni di età. Lo attestano le conclusioni di un recente studio svedese, pubblicato on line sulla rivista Journal of the American College of Cardiology, Heart Failure. 


LO STUDIO

Oltre trentatremila maschi, appartenenti al Cohort of Swedish Men, ultra o a ridosso dei sessant’anni sono stati monitorati dal 1998 al 2012 o fino alla comparsa di uno scompenso cardiaco, con l’intento di capire se l’attività fisica potesse proteggere il cuore da questa condizione, che interessa circa 23 milioni di persone nel mondo con percentuali in crescita con l’età. Così i partecipanti sono stati interrogati sul tipo di attività fisica, la periodicità della pratica intorno ai 60 anni e nei 30 anni precedenti e l’intensità moderata, media o intensa. Ne è emerso che anche nello sport il troppo stroppia: ovvero l’eccesso di sedentarietà o di ‘prestanza’ atletica danneggiano comunque il cuore. L’ideale, per mantenere il muscolo in salute, fanno sapere gli esperti, è una passeggiata a piedi o in bicicletta, di circa 20 minuti, a condizione che l’impegno fisico sia però quotidiano.

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