Meglio aspettare: anche se si è reduci dal un parto cesareo. Sul momento più opportuno per tagliare il cordone ombelicale, che per quasi tutta la gravidanza ha tenuto legati la mamma e il suo neonato, ci si confronta da tempo. La procedura, oggi sempre più spesso «affidata» ai papà, veniva inizialmente completata subito dopo la nascita del bambino. Già da anni, invece, le principali linee guida raccomandano di aspettare almeno un minuto. L’indicazione, valida a fronte di parti naturali (anche di prematuri che non richiedono la rianimazione), può essere rispettata pure in caso di cesareo. A confermarlo è uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association, che rassicura quasi un terzo delle gestanti italiane: tante quante sono coloro che ogni anno partoriscono a seguito di un intervento chirurgico.
IL RUOLO DEL CORDONE OMBELICALE
Il cordone ombelicale collega la mamma al suo bambino. Si tratta dell’organo che favorisce lo scambio di sangue tra la gestante e il feto e inizia a formarsi a partire dalla quinta settimana di gravidanza. Il funicolo è una struttura composta da una vena e due arterie racchiuse da un tessuto connettivo mucoso (gelatina di Wharton): da qui la struttura flessibile che avvolge il sistema di vasi del cordone e li protegge dalle torsioni. La funzione del cordone ombelicale è quella di trasportare tramite la vena il sangue ossigenato e i nutrienti dalla placenta al feto e di raccogliere da quest’ultimo, mediante le arterie, il sangue ricco in anidride carbonica e le sostanze di scarto, per veicolarle alla placenta.







