Le bevande alcoliche non sono «amiche» del cervello. Si sa da tempo, infatti, che anche il consumo moderato e regolare di alcolici è in grado di recare un danno strutturale e funzionale al principale organo del sistema nervoso centrale. Un aspetto che riguarda tanto i giovani (il cui cervello è in formazione) quanto gli anziani (per età già esposti a un rischio più alto di sviluppare disturbi psichiatrici e malattie neurodegenerative) e che non si esaurisce nel momento in cui si smette di consumare birra, vino e superalcolici. Le conseguenze sembrano infatti protrarsi anche nelle prime fasi astinenza e sono proporzionate ai consumi avuti nel tempo.
Alcol: il danno cerebrale prosegue anche quando si smette di bere
Gli effetti dell'alcol sul cervello si protraggono (almeno) fino a un mese e mezzo dopo aver bevuto l'ultimo bicchiere. L'emisfero destro e il lobo frontale le aree più colpite

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