Quali sono le opportunità per recuperare autosufficienza e funzioni neuromotorie dopo un ictus? Grazie alla fiducia nel progresso e nella ricerca scientifica, sopravvivere non ci basta più. Quello a cui puntiamo, ormai da molti anni, è vivere al meglio, con una qualità della vita quanto più soddisfacente possibile. Per questo motivo, gli sforzi volti a minimizzare le numerose disabilità che possono permanere a seguito di un ictus cerebrale sono molti, e in continua evoluzione.
ICTUS: PRIMA CAUSA DI INVALIDITÀ
L’ictus cerebrale, responsabile in Italia del 10% di tutti i decessi, rappresenta la terza causa di morte dopo le malattie oncologiche e quelle cardiovascolari, e la prima causa di disabilità. Solo il 25% dei pazienti sopravvissuti a un ictus, infatti, guarisce completamente, mentre il 75% si ritrova a convivere con qualche forma di invalidità. Una percentuale consistente, circa il 50%, è portatore di un deficit così grave da perdere l’autosufficienza per il resto della vita. La principale conseguenza è rappresentata dalla compromissione motoria: il paziente può sperimentare una diminuzione o la perdita della funzione motoria in una metà del corpo (emiparesi/emiplegia). Tipica è anche l’afasia, un disturbo del linguaggio che, in maniera più o meno marcata, altera la capacità di comprensione ed espressione delle parole.







