Chi (ancora!) definisca mali immaginari la depressione, l’ansia e simili disturbi mentali ha (da sempre) dalla sua il fatto che non esistano riscontri oggettivi, del genere esami del sangue o raggi X, a sostegno della diagnosi. Ma dallo studio del disturbo bipolare arrivano conferme che l’avvicinamento dello psichico al biologico sta avanzando e un obiettivo della psichiatria odierna è di puntare al modello di “medicina di precisione” che ormai informa analisi e cura dell’oncologia.
SEGNI BIOLOGICI DI UN DISTURBO PSICHICO
Su tutto questo fronte è certamente una notizia di grande rilievo scoprire che una ricerca è riuscita a individuare, nel cervello, una “impronta” concreta, fisica, lasciata dal passaggio turbolento del disturbo bipolare. Depressione intervallata a mania (i due poli), con la mania che da gioiosità ed euforia può trascendere in una “furia” sconsiderata. Lo studio ha coinvolto oltre 70 ricercatori di molti centri internazionali riuniti in Enigma, Gruppo di lavoro sul disturbo bipolare, ed è stato pubblicato su Biological Psychiatry.







