Il piano vaccinale in vigore in Italia non la prevede. Ma l’immunizzazione dei pazienti oncologici in attesa di sottoporsi a un intervento chirurgico ha un’efficacia tale al punto da poter finanche suggerire una parziale integrazione a tutela dei malati di cancro. È questo il messaggio che emerge da uno studio coordinato dall’Università di Birmingham (Regno Unito) e pubblicato sul British Journal of Surgery. Nell’attesa di entrare in sala operatoria, i pazienti in possesso di una diagnosi di tumore (indipendentemente dall’organo colpito) potrebbero trarre un duplice vantaggio, se vaccinati. In primo luogo, eviterebbero di dover rinviare l’intervento in caso di eventuale contagio (nel corso della prima ondata sono stati posticipati o annullati quasi 28 milioni di interventi, nel mondo). E, in seconda battuta, calerebbe drasticamente il rischio di trovarsi di fronte a pazienti Covid-19 più gravi.
Covid-19 e cancro: vaccino salvavita nei malati prima dell'intervento
I pazienti oncologici chiamati a operarsi non rientrano tra le persone fragili da vaccinare quanto prima. Ma se lo si facesse, calerebbe l'impatto di Covid-19
IL VACCINO ANTI COVID-19 AI MALATI

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