Melanoma più lontano se si usa (correttamente) la crema solare
Non esistono divieti assoluti all'esposizione al sole, purché si utilizzi correttamente la crema solare fin dai primi anni di vita. Così il rischio di ammalarsi di melanoma cala fino al 40 per cento
A metà dell'estate, per la maggior parte degli italiani le vacanze sono alle porte. Mare o montagna? Conoscere la destinazione conta poco, se l'obiettivo è parlare della prevenzione deitumori della pelle. Quando ci si espone al sole per abbronzarsi c’è sempre un rischio che la pelle si scotti e subisca danni da cui può avere origine, anche anni dopo, un tumore. È però possibile ridurre al minimo queste probabilità. Come? Rispettando alcune semplici regole, la prima delle quali è l'utilizzo della protezione solare. Chi la applica a partire dai primi anni di vita, riduce in maniera signifiicativa il rischio di avere un melanoma, il più diffuso tumore della pelle.
La conferma giunge da uno studio australiano pubblicato sulla rivista Jama Dermatology, in cui i ricercatori hanno voluto misurare l'associazione tra l'uso di creme solari e la probabilità di ammalarsi di melanoma nei giovani con meno di quarant'anni. Lo studio ha analizzato i dati raccolti da quasi 1700 persone: tra pazienti di (603) e altri individui sani (1088) arruolati come «controlli». A tutti è stato chiesto di fornire informazioni relativamente alla frequenza d'uso della protezione fin dai primi anni di vita, del fattore di protezione utilizzato (da 8 in su) e del tempo mediamente trascorso esponendosi al sole. La probabilità di ammalarsi di melanoma è risultata inversamente associata al maggior uso di creme solari fino ai 17 anni di età: dunque nel corso di tutta l'infanzia e l'adolescenza, a dimostrazione di come il rispetto delle regole della prevenzione sia importante a partire dai primi anni di vita. Il rischio non è invece risultato dipendere (soltanto) dal tempo trascorso esponendosi al sole: a riprova del fatto che la tintarella non è proibita, a patto però di prenderla con cura. Da qui la differenza, rimarcata più volte nello studio, tra «esposizione al sole» ed «esposizione al sole senza protezione»: con quest'ultima a fare la differenza.