Associato soprattutto all’esposizione professionale alle fibre di amianto, il mesotelioma pleurico è un tumore che fa paura per le ridotte probabilità di cura (più che per la sua diffusione). I numeri - seppur in aumento pure in Italia, in alcune aree fortemente industrializzate - sono contenuti: si parla di meno di duemila nuove diagnosi all’anno. Ma è sulla risposta terapeutica del tumore che colpisce la membrana che avvolge i polmoni (pleura) che occorre lavorare, se il tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è ancora inferiore al dieci per cento. Anche in questo caso, come accade per molti altri tumori, non esiste una risposta valida per tutti. La chirurgia - seguita dalla chemioterapia - rappresenta il primo step per le forme anche avanzate (purché non abbiano intaccato i linfonodi). L’immunoterapia costituisce la grande speranza per il futuro. Quanto al presente, invece, in un approccio combinato, è la radioterapia ad apparire come una possibile soluzione per far crescere i tassi di sopravvivenza.
Mesotelioma pleurico: la radioterapia aumenta la sopravvivenza
La radioterapia può incrementare la sopravvivenza dei pazienti già operati per un mesotelioma pleurico. In futuro spazio anche all'immunoterapia?

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