L’ipertrofia prostatica benigna - malattia non tumorale che comporta l’ingrossamento anomalo della ghiandola: determinato da un’infezione (batterica o virale), da alterazioni ormonali, da problemi di natura autoimmune o da un processo di invecchiamento - è il disturbo urologico più diffuso. Ne soffrono sette milioni di italiani, con «punte» che raggiungono l'80 per cento degli uomini oltre gli 80 anni. Le prime terapie adottate sono in genere farmacologiche e puntano al contenimento dei sintomi. Tra questi farmaci, vi sono gli inibitori della 5-reduttasi che determinano una riduzione del volume della ghiandola, riducendo inoltre i livelli dell'antigene prostatico specifico (Psa). La loro somministrazione, però, impone un cambio di strategia nella prevenzione del tumore della prostata (che non è più frequente nei pazienti con ipertrofia).
Prostata: come non farsi «sfuggire» un tumore se si ha l'ipertrofia
La terapia dell'ipertrofia prostatica con gli inibitori della 5-reduttasi può determinare un ritardo nella diagnosi del tumore della prostata. I consigli per una prevenzione «su misura»
IPERTROFIA PROSTATICA:

Fai una donazione regolare
Sostieni la ricerca sui tumori maschili
Articoli correlati
Salute al maschile: tra buone abitudini e scarsa prevenzioneCome stanno gli uomini italiani? E quanto si prendono cura della propria salute? L’indagine “Salute al maschile”, realizzata da AstraRicerche per Fondazione Veronesi in occasione del mese di novembre – notoriamente dedicato alla salute dell’uomo – su un campione rappresentativo di uomini italiani, fotografa un universo che stenta a dichiararsi in salute e in cui…
Cistite e tumori urogenitali: esiste un legame?La cistite è una condizione molto comune e nella maggior parte dei casi del tutto benigna. Un nuovo studio svedese suggerisce però che, soprattutto dopo la mezza età, in rari casi un’infezione delle vie urinarie possa rappresentare il primo segnale di un tumore dell’apparato urogenitale. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista BMJ Public Health.…
Tumore della prostata: la diagnosi precoce passa anche dal DNAUn test genetico basato su centinaia di varianti del DNA potrebbe aprire nuove prospettive nello screening del tumore della prostata, migliorando l’identificazione dei casi clinicamente rilevanti e superando parte dei limiti degli strumenti attuali. Il tumore della prostata è infatti tra le principali neoplasie maschili: se diagnosticato precocemente la sopravvivenza a 5 anni sfiora il…
Tumore alla prostata: la sfida di riprogrammare l’RNA per nuove terapieCapire come una cellula decide quanta proteina produrre da un gene può sembrare una questione complicata, ma per Giulia Pagani, ricercatrice dell’Università di Milano è il cuore di una sfida molto concreta: fermare il tumore alla prostata. Il suo progetto, sostenuto da Fondazione Umberto Veronesi, infatti, si concentra su un meccanismo poco noto ma cruciale,…
Prostata ingrossata e difficoltà nella minzione: cosa fare?Trattamento farmacologico e chirurgia: ecco i consigli dell’esperto su come migliorare il flusso urinario in caso di ipertrofia prostatica benigna

