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Oncologia

Tumori e diagnosi precoce: il futuro è nella biopsia liquida?

Un prelievo sanguigno per rilevare in anticipo la presenza del tumore. Promettenti i risultati del test MCED presentati ad ESMO

Rilevare la presenza di un tumore con un semplice prelievo sanguigno è il sogno di tutti gli oncologi che si occupano di diagnosi precoce. Oggi tutto ciò non è ancora realtà ma, complice lo sviluppo di test di biopsia liquida sempre più accurati, l'obbiettivo non è più un'utopia. Al congresso dell'European Society for Medical Oncology sono stati presentati i risultati dello studio PATHFINDER che sono più che incoraggianti: grazie al test MCED è stato possibile individuare la presenza di diverse forme tumorali in persone apparentemente sane con una specificità ed accuratezza mai raggiunte prima d'ora con un prelievo di sangue. Un risultato importante che rappresenta un primo deciso passo in avanti nell'utilizzo della biospia liquida come possibile modalità di screening oncologico e quale indagine diagnostica da integrare agli esami già oggi disponibili per la diagnosi precoce di tumore.

CHE COS'È LA BIOPSIA LIQUIDA?

Nella lotta al cancro prima si arriva ad una diagnosi certa, prima si iniziano le cure e maggiori sono le probabilità di superare o controllare con successo la malattia. Gli screening oncologici, ovvero la mammografia, il Pap-test e la ricerca del sangue occulto nelle feci, servono proprio ad intercettare la malattia sin dai suoi primi stadi di sviluppo. Grazie alla ricerca però sono molte le tecniche diagnostiche in fase di sperimentazione per raggiungere questo obbiettivo. Una di queste è la biopsia liquida, una numerosa varietà di test effettuati su un prelievo di sangue al fine finalizzati a rilevare la presenza dle tumore. Tutto si basa sul concetto che la malattia, anche negli stadi precoci, rilascia nel circolo sanguigno alcune molecole esclusive del tumore.

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