Dona ora
Pediatria

Coliche nel neonato: qual è il ruolo della dieta della mamma?

Tanti falsi miti accompagnano la presenza delle coliche dei neonati allattati al seno. Ma, in realtà, non serve che la mamma escluda alcun alimento dalla dieta

Le coliche infantili (anche dette coliche gassose) rappresentano uno dei più frequenti disturbi nei primi tre mesi di vita. A caratterizzarle è un pianto intenso e inconsolabile, apparentemente privo di una ragione: non c’è (spesso) una malattia a giustificarle né tanto meno è (sempre) «colpa» della fame. Al momento non è ancora chiaro cosa le scateni, ma tra i falsi miti più duri da scalfire c’è quello che vede la dieta della mamma in grado di condizionare (o meno) la comparsa delle coliche. Cosa c’è di vero, a riguardo? Le evidenze scientifiche sono poco solide per poter raccomandare alcune variazioni nelle scelte alimentari della puerpera. L’indicazione, anche nel corso dei primi mesi di allattamento al seno, rimane pertanto quella di seguire una dieta varia ed equilibrata, che non contempi esclusioni «categoriche».

COLICHE GASSOSE: DI COSA SI TRATTA?

Le coliche generalmente compaiono già nelle prime settimane di vita e nel 90 per cento dei casi si risolvono spontaneamente entro i tre mesi di vita del neonato. Per riconoscerle, si utilizzano i i criteri di Wessel, nello specifico la «regola del 3». Si può parlare di colica quando un neonato piange più di tre ore al giorno, più di tre giorni alla settimana, per oltre tre settimane. Il pianto che accompagna la colica si riferisce a un dolore addominale acuto e improvviso, prevalentemente serale: accompagnato da agitazione, arrossamento del volto, tensione addominaleflessione degli arti inferiori sull’addome e meteorismo. Come noto, le coliche infantili costituiscono uno dei disturbi più comuni nei primi mesi di vita, con una prevalenza variabile dal 3 al 40 per cento. E rappresentano un motivo di allarme e preoccupazione per molti genitori che, di fronte al pianto inconsolabile di un bambino, non sanno come comportarsi. Anche perché, benché la ricerca sia attiva, le cause del disturbo sono ancora sconosciute. Tante ipotesi e poche certezze. La più ovvia è che le coliche siano dovute all’eccesso di gas prodotti dai batteri intestinali o ingeriti fino all’ultima parte dell’apparato digerente. I riscontri scientifici, però, sono deboli per trasformare questa congettura in una certezza. Da qui il proliferare di altre ipotesi, che vanno dalla presenza di disturbi della motilità intestinale a un particolare assetto del microbiota. Fino alla possibilità che il neonato abbia un’allergia alle proteine del latte. Soprattutto le ultime due supposizioni, spesso portano la mamma a sentirsi in «colpa». Può la sua dieta incidere sulla comparsa delle coliche nel neonato? 

Fai una donazione regolare

Sostieni la ricerca, sostieni la vita

Frequenza di donazione
Importo della donazione