L’alcolismo colpisce duramente non solo chi beve ma anche i familiari. In Italia gli alcolisti sono ancora malati invisibili. Stimati 700.000 consumatori dannosi
I figli di genitori che hanno problemi di alcolismo sono esposti a disturbi e malattie con un rischio ben superiore rispetto a coetanei senza dipendenze da alcol in famiglia. Questo è il resoconto di una ricerca partita da Copenhagen per iniziativa della professoressa Charlotte Holst dell’Università della Danimarca meridionale analizzando i dati di 14.000 persone nate nel paese tra 1962 e 2003 da genitori – uno o ambedue – alcolisti. Come gruppo di controllo si è fatto il confronto con quasi 140.000 figli di genitori sobri. Tutti gli individui sono stati seguiti dai 15 anni in avanti, fino al 2018.
AUMENTA IL RISCHIO DI AMMALARSI NELLA VITA
Per sapere delle malattie somatiche e dei ricorsi al pronto soccorso gli studiosi hanno consultato il Registro nazionale danese dei pazienti. Per conoscere i decessi in qualche modo legati all’alcol si sono rivolti al Registro danese sulle cause di morte. Si spiega, così, la possibilità di accesso a un vasto numero di dati personali. Di ogni persona hanno esaminato le notizie riguardanti il rapporto con l’alcol, le eventuali malattie del sangue, cancro, disturbi circolatori, digestivi, endocrini e metabolici, genito-urinari, infettivi, muscoloscheletrici, nervosi, respiratori, patologie della pelle. Ed ecco i dati del confronto con i figli di genitori sobri: i nati da uno o due etilisti, hanno presentato quasi tre volte il tasso di malattie legate all’alcol, il 30 per cento in più di problemi infettivi, il 28 per cento in più di malattie del sangue, il 26 per cento in più di disturbi respiratori e il 21 per cento in più di fastidi digestivi.