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Di Vito Clara

NOTE BIOGRAFICHE

  • Nata a Aosta nel 1983
  • Laureata in Biotecnologie Mediche e per la Ricerca Biomedica presso l’Università degli Studi di Pavia
  • PhD in Medicina Molecolare presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale

2018

Nuovo approccio immunoterapeutico in patologie oncoematologiche

Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche è un approccio terapeutico importante per trattare patologie onco-ematologiche. Solo pochi pazienti hanno un donatore familiare perfettamente compatibile: per estendere la possibilità di trapianto un’importante alternativa è rappresentata dai donatori aploidentici, ovvero parzialmente compatibili. Nonostante tutto, il processo di ricostituzione delle cellule del sistema immunitario non è del tutto chiarito.

Le cellule Natural Killer (NK) sono linfociti dell’immunità innata con un ruolo importante nel riconoscere e uccidere cellule tumorali o infettate. Le NK sono i primi linfociti presenti nel sangue dopo trapianto e giocano un ruolo importante nell’eliminare le eventuali cellule tumorali residue. È stato dimostrato che dopo il trapianto le prime cellule NK che compaiono sono “non convenzionali”: vengono chiamate CD56dim e sono bloccate nella loro azione anti-tumorale.

Il progetto ha l’obiettivo di capire l’origine delle cellule uCD56dim, come ripopolano il sangue e quali sono le loro caratteristiche, per poterle sfruttare aumentandone la funzione subito dopo il trapianto. Scopo ultimo è quello di ottimizzare un nuovo approccio terapeutico per migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti che ricevono il trapianto dopo malattie emato-oncologiche.

L’obiettivo è caratterizzare lo specifico tipo di cellule immunitarie che per primo è presente nel sangue dopo trapianto nelle malattie onco-ematologiche.

Area

Oncologia

2017

Ricostituzione dei linfociti NK dopo trapianto di midollo: il ruolo del citomegalovirus

 

Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche rappresenta un approccio terapeutico importante per trattare patologie onco-ematologiche. Perché le cellule donate siano compatibili con chi le riceve, devono produrre lo stesso tipo di antigeni HLA (proteine presenti in tutto il sistema immunitario). Tuttavia, solo pochi pazienti hanno un donatore familiare con antigeni HLA identico: per estendere la possibilità di trapianto un’importante alternativa è quindi rappresentata da donatori con HLA solo parzialmente identico (donatori aploidentici). Nonostante quest’approccio terapeutico abbia ricevuto sempre maggiore interesse, il processo di ricostituzione delle cellule del sistema immunitario non è del tutto chiarito.

I linfociti Natural Killer (NK) sono cellule dell’immunità innata (la nostra prima linea di difesa) che giocano un ruolo importante nel riconoscere e uccidere le cellule tumorali e quelle infettate da virus. Le cellule NK sono i primi linfociti presenti nel sangue dopo trapianto, e giocano quindi un ruolo importante nella risposta immunitaria contro cellule tumorali e nel proteggere da infezioni.

Studi precedenti hanno dimostrato che virus come l’HIV-1 e il citomegalovirus (CMV) inducono un aumento di un sottotipo di NK in grado di “ricordare” un precedente contatto con un virus (“memoria immunologica”). Si è quindi ipotizzato che l’infezione o riattivazione del CMV dopo trapianto possa modulare l’immuno-ricostituzione delle cellule NK e il loro potenziale anti-tumorale. In questo progetto si mira a capire come CMV intervenga nel promuovere l’espansione delle “NK della memoria”, la cui funzionalità è importante nelle risposte anti-tumorali e nella prognosi.


DOVE SVILUPPERA' IL PROGETTO:

Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI)

 

Area

Oncologia