Tabolacci Claudio

NOTE BIOGRAFICHE

  • Nato a Tivoli (RM) nel 1982
  • Laureato in Biologia ed Evoluzione Umana presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  • PhD in Immunologia e Biotecnologie Applicate presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata

2021

Studiare gli effetti benefici dei composti del peperoncino

L'obesità è caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo e rappresenta uno dei problemi di salute pubblica più importanti nei Paesi sviluppati: questa condizione può influire in modo significativo sulla durata e la qualità della vita, e la sua incidenza è in crescita a causa di stili di vita non equilibrati.


Molti studi hanno dimostrato che l'obesità è associata a un'infiammazione sistemica di basso grado, una condizione che aumenta il rischio di sviluppare altre patologie come cancro e malattie cardiovascolari. Al contrario, l’adozione di stili di vita sani e alcune sostanze presenti nella dieta, comprese le spezie, svolgono un ruolo cruciale nel ridurre il rischio di obesità. In particolare la capsaicina, molecola responsabile del carattere piccante del peperoncino, mostra delle potenziali proprietà antiobesità.


Obiettivo del progetto sarà quello di estendere le conoscenze sulle proprietà benefiche della capsaicina e di tutte le sostanze presenti nel peperoncino (denominate nel loro insieme “fitocomplesso”) mediante una combinazione di approcci di biologia molecolare, biochimica, analisi funzionale e del metabolismo.

 

Dove svilupperà il progetto:

Istituto Superiore di Sanita (ISS), Roma

2020

Il ruolo della capsaicina in condizioni di stress metabolico

La sindrome metabolica è termine medico comune per indicare una combinazione di fattori di rischio quali diabete, ipertensione e obesità. Questa condizione può essere originata da molteplici fattori, come stile di vita, dieta scorretta e fattori genetici, e rappresenta la principale sfida per la salute pubblica degli ultimi anni, perché può influire in modo significativo sulla durata e qualità di vita soprattutto nei Paesi sviluppati.


Dati epidemiologici e sperimentali suggeriscono che le molecole di origine vegetale possiedono potenti capacità antiossidanti, e una valutazione dettagliata del meccanismo d'azione di questi composti naturali può fornire solide basi per applicazioni cliniche. Obiettivo del progetto, in particolare, sarà quello di approfondire il ruolo della capsaicina, molecola responsabile del carattere piccante dei peperoncini e largamente studiata a causa delle sue potenziali proprietà antiobesità.


Verranno aumentate le conoscenze sul ruolo di questa molecola utilizzando una combinazione di approcci in vitro su linee cellulari umane, valutando la morfologia, la funzionalità e la variazione nelle proteine dovuta all’azione della capsaicina.

 

Dove svolgerà il progetto:

Istituto Superiore di Sanità (ISS), Roma

2019

Un approccio multidisciplinare per studiare la capsaicina nell'obesità 
 

L’obesità, tra i più attuali problemi di salute pubblica, è caratterizzata da un eccessivo accumulo di massa grassa nel tessuto adiposo ed è spesso associata ad altre patologie come la sindrome metabolica, il diabete e l'ipertensione. La crescente incidenza di obesità è legata all'adozione del moderno stile di vita occidentale, in cui si abbinano scarsa attività fisica ed alimentazione con eccesso di calorie, grassi saturi, grassi trans (trasformati industrialmente) e zuccheri semplici.


Trovare molecole naturali presenti nella dieta che abbiano come bersaglio il metabolismo lipidico risulta essere di estremo interesse. Tra queste molecole, la capsaicina (responsabile del carattere piccante del peperoncino) sta ricevendo una notevole attenzione. Lo scopo del progetto è quello di estendere la conoscenza sui meccanismi di azione della capsaicina su modelli cellulari umani. A tal fine si utilizzerà, oltre a classiche metodologie cellulari e biochimiche, un approccio multidisciplinare (con impiego di tecniche per lo studio delle proteine, per quello dei processi cellulari e di metodologie per l'analisi dei dati) per trovare nuovi potenziali meccanismi di azione.


DOVE SVILUPPERA' IL PROGETTO: 

Istituto Superiore di Sanità, Roma

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