Sproviero Daisy

NOTE BIOGRAFICHE:

  • Nata a Cosenza nel 1984
  • Laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche presso l’Università della Calabria
  • PhD in Cancer Studies presso il King's College London (UK)

2022

Gli effetti della restrizione calorica nel danno al DNA e nella neurodegenerazione

Diverse malattie neurodegenerative sono caratterizzate da perdita di neuroni nel cervello. Un fattore di rischio in comune è il danno al DNA, in particolare l’accu-mulo di anelli R: si tratta di strutture a tre filamenti, dove un filamento di RNA si inserisce nella doppia elica di DNA, lega un filamento e sposta l’altro – creando un ibrido RNA/DNA. Gli anelli R sono stati implicati nella regolazione genica e pos-sono essere sia benefici che dannosi. Nel caso dei neuroni, possono contribuire all’invecchiamento e alla morte cellulare. Recenti studi in modelli animali hanno dimostrato che la restrizione calorica mi-gliora i sintomi neurologici delle malattie neurodegenerative, ma i meccanismi non sono chiari. Poiché la restrizione calorica può diminuire la formazione degli anelli R, l’obiettivo di questo progetto sarà studiare se il miglioramento dei sintomi neu-rologici possa essere giustificato da questo fenomeno. Verrà impiegato un modello animale privo di un appropriato sistema di riparazione del DNA e sottoposto a re-strizione calorica. Inoltre, verrà studiato il DNA di pazienti con Parkinson in diversi stadi di progressione della malattia, utilizzando un programma bioinformatico in grado di identificare sequenze predisposte alla formazione degli anelli R. I risultati permetteranno di capire se la restrizione calorica possa avere un effetto sulla progressione della malattia.

Dove svilupperà il progetto

Istituto FIRC di Oncologia Molecolare (IFOM), Milano

2020

Regolazione epigenetica in pazienti SLA per una medicina personalizzata

La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni, le cellule che controllano i movimenti della muscolatura volontaria.


Gran parte di ciò che sappiamo sulla SLA ha origine genetica, ma è difficile stabilire una percentuale di rischio da attribuire ai geni coinvolti nella patologia. Per esempio, la ripetizione di frammenti del gene C9ORF72 è una delle principali cause note, sia per i casi sporadici e che per quelli familiari, ma pazienti portatori presentano una grande variabilità nella manifestazione dei sintomi.

L’ipotesi è che ciò dipenda da una diversa regolazione del gene attraverso meccanismi epigenetici, modificazioni chimiche che avvengono sopra il DNA e che ne regolano l’attività. Obiettivo del progetto sarà identificare un meccanismo molecolare legato alla metilazione (una modificazione epigenetica) e alla formazione di complessi RNA-DNA, in pazienti portatori di mutazioni nel gene C9ORF72 e in pazienti sani.


Lo studio sarà condotto usando cellule provenienti da prelievi post-mortem, studiando le differenze epigenetiche, e i risultati permetteranno di stratificare i pazienti SLA in modo da associare il migliore percorso terapeutico.

 

Dove svilupperà il progetto:

IRCCS Fondazione Istituto Neurologico Casimiro Mondino, Pavia

Torna a inizio pagina