Truzzi Francesca

NOTE BIOGRAFICHE

• Nata a Carpi (MO) nel 1979
• Laureata in Scienze Biologiche all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
• PhD in Medicina Molecolare e Rigenerativa all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia


Eugenolo e spermidina alleati nella lotta al tumore del colon-retto? (leggi l'intervista)

2021

Spermidina ed eugenolo per contrastare il tumore del colon

Il tumore del colon-retto è la terza neoplasia più diffusa nel mondo e occorre migliorare i trattamenti a disposizione per i pazienti. Studi recenti hanno dimostrato che alcuni composti organici di origine naturale, chiamati spermidina ed eugenolo, possono avere un effetto antitumorale agendo su meccanismi cellulari come l’autofagia (un processo che elimina e ricicla le strutture danneggiate della cellula) e l’apoptosi (una sorta di morte cellulare programmata).

Obiettivo del progetto sarà quello di valutare se la combinazione di spermidina ed eugenolo possa avere un effetto sinergico nel ridurre la vitalità del tumore, inducendo l’apoptosi cellulare e modulando l'autofagia.


A questo scopo verranno usati dei modelli in vitro di carcinoma del colon-retto: se la combinazione dei due componenti mostrasse un’efficace azione antitumorale si potrebbe valutarne l’utilizzo in una specifica dieta preventiva, in grado di limitare la progressione del tumore o di evitare recidive nei pazienti.

 

Dove svilupperà il progetto:

Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

Area

Oncologia

2016

Sviluppo di una molecola a bersaglio specifico per la cura del melanoma 

Il melanoma è il tumore della pelle più aggressivo perché in grado di resistere alla morte cellulare (apoptosi). Attualmente ci sono farmaci in fase di sviluppo che mediano l’attivazione di specifici recettori di morte inducendo apoptosi, in associazione ai convenzionali chemioterapici utilizzati. L’obiettivo del progetto è la validazione in vivo di una molecola innovativa che lega e attiva uno specifico recettore di morte, particolarmente espresso nelle cellule di melanoma staminali, perlopiù responsabili della sua chemioresistenza e capacità di dare recidive. Per facilitare il meccanismo d’azione del farmaco in vivo, la molecola è stata unita a un’altra molecola trasportatrice, che ne aumenta la specificità ed efficacia sulle cellule di melanoma in vitro. Per la validazione in vivo del farmaco, si studieranno gli effetti antitumorali della molecola in associazione o meno ai convenzionali chemioterapici su due modelli animali di melanoma. Come metodo di pre-screening iniziale, si utilizzerà un modello di melanoma nel pesce zebra. Se i risultati ottenuti saranno incoraggianti, allora l’efficacia del farmaco verrà valutata su un modello murino di melanoma. Le fasi successive saranno quelle di preparare un nuovo farmaco che, uno volta ottimizzato, verrà brevettato e sarà pronto per ulteriori passaggi di sviluppo preclinico e poi clinico. L’obiettivo finale è sviluppare una nuova strategia per uccidere le cellule di melanoma e prolungare la sopravvivenza dei pazienti.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Area

Oncologia
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