Donati Giulio

NOTE BIOGRAFICHE

  • Nato a Rimini nel 1979
  • Laureato in Biotecnologie Farmaceutiche presso l’Alma Mater Università di Bologna
  • PhD in Patologia Sperimentale presso l’Alma Mater Università di Bologna

2019

Nuove terapie per il trattamento dei linfomi aggressivi

Le attuali terapie hanno aumentato il tasso di sopravvivenza a 5 anni da una diagnosi di linfoma a grandi cellule B a più del 60%. Questa percentuale è però molto inferiore per il sottotipo detto "double-hit", per il quale si ha un'impellente necessità di identificare terapie più efficaci.

I linfomi "double-hit" sono caratterizzati da alti livelli delle proteine Myc e BCL2, dovuti ad alterazioni nei relativi geni. BCL2 blocca un processo di morte cellulare da cui dipende l'efficacia di molti chemioterapici, mentre Myc promuove crescita e proliferazione, favorendo l'espansione del tumore. Per questi motivi Myc e BCL2 possono diventare bersagli utili ai fini terapeutici.

Recentemente sono stati identificati alcuni geni, indotti da Myc, decisivi per lo sviluppo dei linfomi "double-hit": questo progetto vuole bloccare i processi molecolari di cui questi geni fanno parte. Inoltre, cuore del progetto sarà capire come livelli elevati di Myc possano influenzare la sensibilità del tumore verso due tipi di farmaci, gli inibitori della respirazione mitocondriale e della produzione di basi nucleotidiche, che bloccano i meccanismi necessari alla cellula per sintetizzare DNA e RNA.

 

Dove svilupperà il progetto:

Istituto Europeo di Oncologia (IEO), Milano

 

(Borsa di ricerca in memoria di Giacomo Borea)

Area

Oncologia

2018

Nuovi farmaci per il trattamento dei linfomi aggressivi

 

In mancanza di trattamento il linfoma a grandi cellule B ha una prognosi infausta, ma le attuali terapie hanno aumentato la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi a più del 60%. Questa percentuale scende però al 25% per il sottotipo detto "double-hit", per il quale si ha un'impellente necessità di identificare terapie più efficaci.

I linfomi "double-hit" sono caratterizzati da alti livelli delle proteine Myc e BCL2, dovuti ad alterazioni nei relativi geni. BCL2 blocca un processo di morte cellulare da cui dipende l'efficacia di molti chemioterapici, mentre Myc promuove crescita e proliferazione, favorendo l'espansione del tumore. Per questi motivi Myc e BCL2 possono diventare bersagli utili ai fini terapeutici.

Il progetto ha l’obiettivo di testare in vitro l'efficacia di alcuni farmaci, sperimentali o già in uso clinico, accomunati dall'avere come bersaglio uno dei processi cellulari essenziali per lo sviluppo del linfoma. I più selettivi verso cellule con Myc “iperattivo” saranno testati in combinazione con Venetoclax, un inibitore specifico di BCL2 già sperimentato in clinica, su modelli in vivo di linfoma "double hit" e potranno costituire la base per nuove terapie combinatorie.

Scopo del progetto è testare l’efficacia di diverse combinazioni di farmaci su un modello cellulare di linfoma a grandi cellule B del sottotipo aggressivo.


Dove svilupperà il progetto:

Istituto Europeo di Oncologia, Milano

Area

Oncologia