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NOTE BIOGRAFICHE

  • Nato a Rimini nel 1979
  • Laureato in Biotecnologie Farmaceutiche presso l’Università di Bologna
  • PhD in Patologia Sperimentale presso l’Università di Bologna

2018

Nuovi farmaci per il trattamento dei linfomi aggressivi

 

In mancanza di trattamento il linfoma a grandi cellule B ha una prognosi infausta, ma le attuali terapie hanno aumentato la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi a più del 60%. Questa percentuale scende però al 25% per il sottotipo detto "double-hit", per il quale si ha un'impellente necessità di identificare terapie più efficaci.

I linfomi "double-hit" sono caratterizzati da alti livelli delle proteine Myc e BCL2, dovuti ad alterazioni nei relativi geni. BCL2 blocca un processo di morte cellulare da cui dipende l'efficacia di molti chemioterapici, mentre Myc promuove crescita e proliferazione, favorendo l'espansione del tumore. Per questi motivi Myc e BCL2 possono diventare bersagli utili ai fini terapeutici.

Il progetto ha l’obiettivo di testare in vitro l'efficacia di alcuni farmaci, sperimentali o già in uso clinico, accomunati dall'avere come bersaglio uno dei processi cellulari essenziali per lo sviluppo del linfoma. I più selettivi verso cellule con Myc “iperattivo” saranno testati in combinazione con Venetoclax, un inibitore specifico di BCL2 già sperimentato in clinica, su modelli in vivo di linfoma "double hit" e potranno costituire la base per nuove terapie combinatorie.

Scopo del progetto è testare l’efficacia di diverse combinazioni di farmaci su un modello cellulare di linfoma a grandi cellule B del sottotipo aggressivo.


Dove svilupperà il progetto:

Istituto Europeo di Oncologia, Milano

Area

Oncologia