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Kowalik Marta Anna

NOTE BIOGRAFICHE

  • Nata a Sosnowiec (Polonia) nel 1981
  • Laureata in Environmental Biology presso la Jagiellonian University, Cracovia (Polonia)
  • PhD in Patologia e Tossicologia Ambientale presso l’Università degli Studi di Cagliari

2018

Farmaci tiromimetici nella terapia del carcinoma epatico

A tutt’oggi il carcinoma epatico è spesso caratterizzato da una prognosi estremamente infausta. Studi precedenti hanno evidenziato come l'ormone tiroideo T3 è in grado di ridurre la progressione di noduli pre-tumorali e lo sviluppo di metastasi in un modello animale. È noto che l’ormone T3 stimola il differenziamento delle cellule staminali epatiche, cioè il processo che le porta a diventare cellule mature del fegato: si è quindi ipotizzato che l’effetto antitumorale di T3 sul fegato sia dovuto alla sua capacità di indurre questo meccanismo. Pertanto, lo scopo di questo progetto è determinare se l’induzione del differenziamento delle cellule tumorali (che spesso tendono a perdere le caratteristiche tipiche delle cellule mature) possa fornire la base per una terapia antitumorale, utilizzando due diversi tipi di modello sperimentale. Inoltre, poiché a causa dei suoi effetti collaterali T3 non può essere utilizzato in clinica, si valuterà se lo stesso effetto antitumorale possa essere esercitato da molecole che agiscano sullo stesso bersaglio molecolare dell’ormone tiroideo, ma prive degli effetti tossici di T3 (i cosiddetti tiromimetici). Al momento, non esistono terapie efficaci contro il tumore del fegato, pertanto il possibile uso di tiromimetici nella terapia antitumorale potrebbe avere una grande ricaduta traslazionale.

Questo progetto punta a capire se indurre la “maturazione” delle cellule tumorali di fegato con farmaci tiromimetici possa rivelarsi una valida terapia antitumorale.

Dove svilupperà il progetto:

Università degli Studi di Cagliari

Area

Oncologia