Kowalik Marta Anna

NOTE BIOGRAFICHE

  • Nata a Sosnowiec (Polonia) nel 1981
  • Laureata in Environmental Biology presso la Jagiellonian University, Cracovia (Polonia)
  • PhD in Patologia e Tossicologia Ambientale presso l’Università degli Studi di Cagliari

2019

Farmaci tiromimetici per colpire il metabolismo del tumore epatico

Tuttora il carcinoma epatico è spesso caratterizzato da una prognosi estremamente infausta. Studi precedenti hanno evidenziato come l'ormone tiroideo T3 sia in grado di ridurre il numero e le dimensioni dei tumori del fegato di stadio avanzato in un modello animale. T3 stimola il differenziamento delle cellule staminali epatiche, cioè il processo che le porta a diventare cellule mature del fegato (un processo contrario a ciò che accade invece nella trasformazione di una cellula sana in tumorale).

Questo studio verificherà se T3 sia capace di riportare le cellule epatiche tumorali allo stato di cellule differenziate andando ad interferire sulla riprogrammazione metabolica delle cellule malate, e cioè sull’alterazione del metabolismo che permette al cancro di sopravvivere e progredire.

Inoltre, poiché a causa dei suoi effetti collaterali T3 non può essere utilizzato in clinica, si valuterà se lo stesso effetto possa essere esercitato da molecole (dette tiromimetici) che agiscano sullo stesso bersaglio molecolare di T3, ma prive dei suoi effetti tossici. L’uso di tiromimetici potrebbe avere una grande ricaduta traslazionale nel trattamento del tumore del fegato.

Area

Oncologia

2018

Farmaci tiromimetici nella terapia del carcinoma epatico

 

Dove svilupperà il progetto:

Università degli Studi di Cagliari

Area

Oncologia