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Tatuaggi “consapevoli” contro il rischio tumori

Quella del tatuaggio è un’usanza antica: la mummia del Similaun (che in molti conoscono come Ötzi) risalente al 3300-3100 a.C. ne aveva decine e alcuni studiosi pensano che addirittura i primi tatuaggi risalgano al paleolitico, spostando indietro la data del primo disegno sulla pelle a prima del 10.000 a.C.

Nei secoli l’arte dei tatuaggi si è evoluta assumendo significati e modalità diverse a seconda del periodo e delle popolazioni: dal semplice vezzo estetico a significati molto più profondi come l’appartenenza a un gruppo sociale, la preparazione per l’aldilà, l’indicazione di differenze di rango sociale, lo stigma (un “marchio” per schiavi o criminali) o la trasgressione.

Quale che sia la ragione alla base del tatuaggio, il numero di persone che ne ha almeno uno è cresciuto notevolmente nel tempo a livello globale con stime che superano il 20% della popolazione per l’Europa e arrivano al 30% per gli Stati Uniti.

I numeri dei tatuaggi in Italia.
Secondo i dati di un’analisi condotta dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e pubblicata nel 2018, in Italia il numero di persone tatuate si avvicina ai 7 milioni, circa il 13% dell’intera popolazione italiana. La principale motivazione che muove la scelta di tatuarsi è quella artistica, per decorare e abbellire il corpo con raffigurazioni puramente estetiche o corredate da significati simbolici, ma non mancano persone (0,5%) che si tatuano con finalità mediche (per esempio i tatuaggi di areola e capezzolo dopo mastectomia) oppure per realizzare il cosiddetto trucco permanente (3%). Il dato preoccupante è che circa il 13% di chi si è tatuato lo ha fatto in centri non autorizzati, un vero azzardo per la salute. 

Tatuaggi e cancro, uno sguardo ai meccanismi

Uno studio pubblicato nel 2024 ha riacceso il dibattito, in realtà già aperto da tempo, sul potenziale legame tra tatuaggi e cancro. L’analisi ha messo in luce un aumento del rischio di linfoma in chi ha almeno un tatuaggio rispetto a chi invece non ne ha, e il rischio cambia a seconda anche della dimensione del tatuaggio. Altri esperti però sono più cauti nel trarre conclusioni, ricordando una serie di fattori che potrebbero aver portato a quel risultato, ma che non dimostrano un rapporto causa-effetto tra il tatuaggio e lo sviluppo di linfoma. Certo è che il dato fa riflettere e di conseguenza è importante cercare di capire quali sono i meccanismi che possono legare i tatuaggi ai tumori.

Gli esperti ne hanno identificati alcuni legati in particolare a:

  • Natura dei pigmenti dell’inchiostro. Gli inchiostri utilizzati per realizzare i tatuaggi sono un insieme di composti chimici alcuni dei qualisono classificati come cancerogeni o possibilmente cancerogeni per l’uomo. È il caso, per esempio, del carbon black utilizzato per il colore nero o di altre sostanze come metalli, idrocarburi policiclici aromatici o ammine aromatiche primarie.
  • Accumulo dei pigmenti nei linfonodi. Tracce del colorante inserito sottopelle finiscono nei linfonodi e possono essere riconosciuti come “corpi estranei” dall’organismo. Questo stimola una risposta immunitaria e potenzialmente dà il via a un processo di infiammazione che a lungo andare può generare anomalie nella crescita cellulare.

Attenzione però: è importante comunque ricordare che gli studi che hanno portato a definire “cancerogene” alcune delle sostanze presenti negli inchiostri non hanno valutato la via di somministrazione tipica del tatuaggio. In altri termini non è detto che una sostanza cancerogena per via inalatoria, sia altrettanto pericolosa se il contatto avviene tramite un tatuaggio. Questo mette in luce l’importanza di studi mirati per arrivare a definire il legame tra tatuaggio e rischio oncologico.

Tatuaggio in sicurezza

Oltre al potenziale rischio di promuovere la formazione di un tumore, ancora da definire con certezza, il tatuaggio si può associare ad altri rischio per la salute, come per esempio quello di allergia alle sostanze che compongono l’inchiostro o di infezioni legate al mancato rispetto delle regole di igiene (per esempio epatite B, epatite C, HIV). A livello nazionale e internazionale esistono regole per la buona pratica, che includono per esempio controllo delle sostanze presenti negli inchiostri o raccomandazioni sulle norme igieniche e di sicurezza degli studi dove si eseguono i tatuaggi. A volte però queste regole non bastano e la consapevolezza deve sempre essere la base di qualunque scelta.

Ecco alcuni aspetti da valutare e verificare prima di tatuarsi:

  • il tatuatore deve essere in possesso dell’idoneità igienico-sanitaria ed abilitato ad operare in un locale autorizzato.
  • Prima del tatuaggio devono essere fornite informazioni chiare sui rischi e fatto firmare il consenso informato (se minorenni serve il consenso dei genitori)
  • Il tatuatore deve indossare guanti monouso e maschera e utilizzare aghi sterili e monouso.
  • Secondo le normative vigenti, gli inchiostri devono essere sterili, atossici e utilizzati in capsule apposite.
  • L’area da tatuare deve essere integra, sana e correttamente disinfettata
  • Il tatuatore deve rilasciare le indicazioni su cosa fare nei giorni successivi all’esecuzione del tatuaggio e l’elenco dei materiali utilizzati, oltre alla ricevuta fiscale.

Inoltre, in alcune situazioni il tatuaggio può essere sconsigliato o controindicato, per esempio nel caso di fotosensibilità, malattie della pelle, diabete, condizioni che predispongono alle infezioni, epilessia (per il rischio di crisi legata a situazioni di stress o dolore), gravidanza e allattamento e assunzione di alcuni farmaci come ad esempio chemioterapici o anticoagulanti.

In caso di qualsiasi dubbio, anche minimo, sulla sicurezza del tatuaggio resta valido il consiglio di consultare il proprio medico.

fonti

IARC-WHO. Research on Potential Long-Term Health Effects of Tattooing.

ASCO. Is There a Link Between Tattoos and Increased Cancer Risk? (2025)

Harvard Health Publishing. Does tattoos case lymphoma? (2024)

Epicentro. Tatuaggi.

Renzoni A, et al. The tattooed population in Italy: a national survey on demography, characteristics and perception of health risks. Ann Ist Super Sanità. 2018 Apr-Jun;54(2):126-136.

Clemmensen SB, et al. Tattoo ink exposure is associated with lymphoma and skin cancers – a Danish study of twins. BMC Public Health. 2025 Jan 15;25(1):170.

Foerster M, et al. Tattoo inks and cancer. Cancer Epidemiol. 2020 Apr;65:101655.

Nielsen C, et al. Tattoos as a risk factor for malignant lymphoma: a population-based case-control study. EClinicalMedicine. 2024 May 21;72:102649.

Kluger N. A recent study on tattoos and lymphoma does not support a possible association. Ann Dermatol Venereol. 2024 Dec;151(4):103320.

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