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Tinture per capelli e rischio di cancro: miti, dati e buone pratiche

Tinture per capelli: diffusione, storia e sicurezza nel tempo

Oggi tingersi i capelli è una pratica molto comune: lo fa più del 50% delle donne e circa il 10% degli uomini dopo i 40 anni. A ben vedere però, l’uso delle tinture per capelli è una pratica antica. Lo facevano gli antichi Egizi già 1500 anni prima di Cristo, ma anche i Greci e i Romani, i Celti e i Vichingi, senza dimenticare i popoli dell’antica Cina. Diversi i prodotti utilizzati (hennè e altri componenti vegetali, ma anche inchiostri e cenere) e diverse le motivazioni che, nei secoli, hanno spinto le persone a tingersi i capelli.

Di fronte alla presenza di componenti potenzialmente dannosi per la salute nelle tinture, la ricerca moderna si interroga da anni sulla sicurezza dell’utilizzo di tali prodotti: data la loro grande diffusione, anche un piccolo incremento del rischio potrebbe infatti tradursi in un problema sanitario non trascurabile in termini numerici.

Tipologie di tinture per capelli: differenze e composizione

Attualmente sono disponibili tre tipologie principali di tintura (o tinta) per capelli:

  • Temporanee: coprono solo la superficie del capello e generalmente durano pochi lavaggi. Sono considerate molto sicure e raramente causano allergie o danneggiano i capelli.
  • Semipermanenti: penetrano nel fusto del capello e durano tipicamente 5-10 lavaggi. Possono contenere sia coloranti di derivazione naturale che artificiale, e in genere non contengono ammoniaca.
  • Permanenti: queste tinte provocano cambiamenti chimici duraturi nel fusto del capello, agendo tramite un processo di ossidazione. Contengono sostanze incolori come ammine aromatiche e fenoli che reagiscono con il perossido di idrogeno (acqua ossigenata).

La maggior parte delle preoccupazioni relative al rischio di cancro riguarda le tinture semipermanenti e, soprattutto, quelle permanenti (che sono anche le più utilizzate). Va detto che le formulazioni delle tinture sono molto cambiate nel tempo. A partire dalla fine degli anni ’70, i produttori hanno modificato i prodotti per eliminare alcune sostanze chimiche, comprese certe ammine aromatiche, che si erano rivelate cancerogene negli animali da laboratorio.

Oggi le tinture sono considerate sicure, nelle corrette modalità di utilizzo, ma alcune sostanze che sono state o sono tuttora utilizzate nelle tinture destano attenzione:

  • Parafenilediamina (PPD): è un’ammina aromatica cruciale nel processo di colorazione permanente e che può essere dannosa se usata ad altissime concentrazioni o per periodi prolungati. La PPD può inoltre causare gravi reazioni cutanee e, anche per questo, le normative attuali ne impongono l’uso a basse concentrazioni.
  • Formaldeide: è un lisciante chimico, un tempo usato anche nelle tinte permanenti, è classificato dall’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) come sostanza considerata con certezza cancerogena. Oggi, le normative europee (Regolamento n. 1223/2009) vietano i prodotti con formaldeide, e la percentuale consentita per i prodotti liscianti non deve superare lo 0,2%.

L’ammoniaca è presente in molte tinture permanenti: il suo ruolo è quello di aprire le cuticole dei capelli per permettere una maggiore e più stabile penetrazione del colore nel capello. Non è associata a un particolare aumento del rischio oncologico, anche se può essere irritante o causare reazioni allergiche. In commercio esistono anche tinture in cui l’ammoniaca non è presente ed è stata sostituita da altre molecole.

Tinte e rischio di cancro: cosa c’è di vero?

In linea generale, tingere i capelli non aumenta il rischio di sviluppare un tumore. Dare una risposta certa però è molto complicato a causa delle numerose variabili in gioco: fattori di rischio genetici e personali, diversa composizione chimica delle tinture e il fatto che i dati disponibili si basano su studi condotti decenni fa, quando le tinture per capelli avevano una composizione molto diversa da quelle attuali.

I dati disponibili riguardano in particolare il cancro del seno e della vescica e tumori del sangue come leucemie e linfomi, e fanno una netta distinzione tra chi entra in contatto con queste tinture per lavoro (esposizione professionale) e chi invece le utilizza solo a livello personale (esposizione personale).

Esposizione professionale vs personale

L’IARC ha concluso che l’esposizione professionale alle tinture (es., parrucchiere) è “probabilmente cancerogena per l’uomo”, con un aumento in particolare del rischio di tumore della vescica. Le stesse tinture non sono classificabili come cancerogene se usate invece per uso personale.

Tinture per i capelli e rischio di tumore

La maggior parte degli studi condotti su persone esposte alle tinture per capelli sul posto di lavoro ha riscontrato un aumento leggero ma statisticamente significativo del rischio di cancro alla vescica. Tuttavia, gli studi condotti su persone che si tingono i capelli non hanno riscontrato un aumento consistente del rischio di cancro della vescica.

I risultati sono misti. Alcuni studi hanno rilevato un aumento del rischio di alcuni tipi di linfoma non-Hodgkin nelle donne, specialmente se avevano iniziato a usare tinte prima del 1980 (prima del cambio delle formulazioni) e/o usavano colori scuri. Altri studi non hanno riscontrato alcun aumento del rischio.

I risultati sono stati contrastanti e incoerenti. Molti studi non hanno trovato un aumento del rischio. Tuttavia, alcune ricerche più recenti e su popolazioni ampie hanno suggerito un leggero aumento del rischio che si osserva per specifici sottotipi di tumore del seno, con un uso prolungato di tinte permanenti e in particolare tra le donne di colore.

Come usare le tinture per capelli in sicurezza: consigli pratici

In generale, le tinture oggi in commercio sono considerate sicure e non esiste alcuna evidenza definitiva che colleghi il loro utilizzo a un aumento generalizzato dell’insorgenza di tumori.

È comunque opportuno seguire alcune semplici regole quando si scelgono e si usano questi prodotti.

  • Utilizzare sempre prodotti certificati e di provenienza nota.
  • Seguire con attenzione le istruzioni riportate sulla confezione se si decide per la tinta “fai-da-te”.
  • I pazienti oncologici possono tingersi i capelli ma è opportuno evitare le tinte permanenti o prodotti troppo aggressivi dato che la cute e i capelli sono particolarmente fragili durante i trattamenti.
  • Le donne in gravidanza dovrebbero preferire tinte temporanee e prive di ammoniaca, soprattutto nel primo trimestre, o optare per colpi di sole, in cui il prodotto non entra a diretto contatto col cuoio capelluto.

Posso tingere i capelli in gravidanza?

I dati attuali suggeriscono che, in generale, tingersi i capelli in gravidanza è sicuro.

Il motivo principale risiede nella struttura stessa della pelle: un cuoio capelluto sano rappresenta infatti una barriera molto efficace, permettendo solo a quantità minime di sostanze chimiche di essere assorbite dall'organismo.

Resta il fatto che i dati a nostra disposizione sono davvero pochi, soprattutto a causa del fatto che in genere gli studi clinici sulle donne in attesa sono limitati per ragioni etiche. Da qui l’atteggiamento degli esperti che raccomandano comunque un approccio prudente, specialmente durante le fasi più delicate dello sviluppo del feto, ovvero il primo trimestre.

Consigli pratici per una colorazione sicura in gravidanza

Ecco alcune indicazioni per minimizzare ogni potenziale rischio:

  • Aspetta il secondo trimestre: molti medici consigliano di attendere la 13ª settimana di gravidanza prima di procedere con la tinta dal momento che il primo trimestre è il periodo più delicato, in cui si formano gli organi principali del bambino.
  • Scegli colpi di sole: Questa e altre tecniche simili sono preferibili perché il colore viene applicato solo sulle ciocche e non tocca direttamente il cuoio capelluto, riducendo così il rischio di assorbimento del prodotto a livello cutaneo.
  • Esegui sempre un test allergico: La gravidanza cambia anche la pelle che potrebbe reagire in modo nuovo a prodotti usati da sempre. Applicare una piccola quantità di tintura sulla pelle aiuta a escludere irritazioni o dermatiti.
  • Controlla la ventilazione: Gli odori forti delle tinte possono causare nausea o mal di testa, soprattutto in gravidanza, quando aumenta la sensibilità agli odori. Meglio tingere i capelli in una stanza ben aerata per ridurre l’inalazione di fumi.
  • Proteggi la pelle e risciacqua bene: Se si opta per una tintura a casa è fondamentale indossare sempre i guanti, tenere il colore in posa solo per il tempo minimo necessario e risciacquare accuratamente il cuoio capelluto una volta concluso il trattamento.
  • Fai attenzione alle condizioni della pelle: In presenza di eczema o psoriasi è importante consultare il medico. Inoltre, è bene ricordare che piccole lesioni sulla pelle possono aumentare la quantità di sostanze chimiche assorbite. Meglio effettuare la tinta solo se la cute è integra.
  • Valuta alternative meno aggressive: Per ulteriore sicurezza è possibile prendere in considerazione l’uso di tinte semi-permanenti a base vegetale o henné puro, che rappresentano opzioni più delicate.

In caso di dubbi specifici su un prodotto, il confronto col proprio ginecologo resta sempre la procedura più indicata.

fonti

American Cancer Society. Hair Dyes and Cancer Risk. 2022

Harvard Health. Do hair dyes increase cancer risk? 2021

Hair Dyes, Other Hair Products, and Cancer Risk

Does hair dye cause cancer? 2025

Cleveland Clinic – Is It Safe To Dye Your Hair While You’re Pregnant? 2023. 

NHS UK – Using hair dye in pregnancy: is it safe? 

WebMD – Dyeing Your Hair While Pregnant: What to Know. 2024. 

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