Assunti in giuste quantità vitamina E e selenio possono contribuire a migliorare la salute. La prima riducendo il rischio di malattie cardiovascolari, rafforzando la vista e rallentando il declino cognitivo. L’altra, grazie a proprietà antiossidanti, combattendo l’invecchiamento, migliorando la funzionalità tiroidea e fluidificando il sangue. Ma se l’apporto dietetico o l’integrazione eccedono, i risvolti possono essere dannosi specie per l’uomo che vedrebbe aumentare le probabilità di tumore della prostata. Ad affermarlo sono i risultati di uno studio pubblicato sul Journal of National Cancer Institute.
LO STUDIO
Sono stati arruolati, nello studio SELECT (Selenium and Vitamin E Cancer Prevention Trial), oltre 35mila uomini con l’obiettivo di stabilire se l’assunzione di una alta dose di vitamina E (400UI) al giorno e/o di selenio (200 microgrammi) potesse proteggere dall’insorgenza di tumore alla prostata. Le premesse iniziali sono state tutte disattese e hanno indotto a concludere lo studio anche prima de tempo: «La ricerca ha consentito di annoverare anche la vitamina E e il selenio fra gli integratori di nutrienti che, assunti in quantitativi molto superiori alle dosi raccomandate, possono aumentare il rischio di cancro», commenta Alan Kristal, del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle e primo autore dello studio. Secondo la ricerca, l’integrazione di selenio in soggetti con livelli di base già elevati aumenterebbe il rischio di tumore della prostata ad alto grado fino al 91%, mentre la vitamina E se assunta in presenza di bassi livelli di selenio iniziali inciderebbe del 63% sullo sviluppo di malattia. Occorre precisare che i livelli di micronutrienti somministrati sono di molto superiori a quelli consigliati e raggiungibili soltanto attraverso l'integrazione della dieta.






