Ridurre il consumo settimanale di carne nel tempo può aiutare a ridurre anche il rischio di alcuni tumori, a cominciare dal cancro colorettale. Un’ulteriore conferma arriva da una ricerca britannica che ha seguito 470.000 persone per undici anni.
LO STUDIO
Per capire in che modo le abitudini alimentari e il consumo di carne influiscano sulla probabilità di una diagnosi oncologica, i ricercatori hanno seguito 472.377 persone senza alcuna malattia tumorale al momento del reclutamento. Dei partecipanti sono state raccolte molte informazioni sui fattori che possono influire sul rischio di cancro, sulla dieta, ma anche sulle caratteristiche fisiche (altezza, peso, valori ematici), sullo stile di vita e sullo status socio-economico, sui farmaci assunti, lo stato menopausale e via dicendo. Riguardo alla carne, i partecipanti sono stati suddivisi in quattro categorie: consumatori regolari di carne (processata, rossa o pollame più di 5 volte a settimana), consumatori moderati (carne meno di 5 volte a settimana), pescetariani (non mangiano carne, ma pesce) o vegetariani (né carne né pesce, compresa una certa quota di vegani, ovvero niente alimenti di origine animale).







