Aids: le terapie antiretrovirali bloccano la trasmissione del virus
I farmaci che «cronicizzano» l'Aids permettono a chi è sieropositivo (solo se in trattamento) di avere rapporti non protetti col partner, senza il rischio di trasmettere l'infezione
Senza preservativo, purché in trattamento con gli antiretrovirali. Sommando queste due condizioni, anche le persone sieropositivepotranno avere rapporti sessuali non protetti, senza correre il rischio di trasmettere l'Hiv al proprio partner. Un obiettivo nemmeno immaginabile fino a qualche anno fa, raggiunto dopo anni di utilizzo dei farmaci che interrompono i meccanismi di cui il virus si serve per replicarsi e infettare nuove cellule.
DIECI COSE DA SAPERE SULL'AIDS
LA TERAPIA ANTIRETROVIRALE BLOCCA LA TRASMISSIONE DEL VIRUS
Oltre a cambiare il decorso della malattia, i farmaci oggi in uso contro l'Aids stanno mutando anche le caratteristiche del contagio. Chi fa un uso corretto e regolare delle cure antiretrovirali, infatti, ha un rischio di trasmettere l’infezione da Hiv pari a zero. Questo è quanto emerge dai risultati dello studio «Partner», pubblicato sulla rivista The Lancet. La ricerca, condotta in 14 Paesi europei coinvolgendo quasi mille coppie omosessuali, ha dimostrato che le persone che assumono regolarmente farmaci antiretrovirali, pur avendo rapporti non protetti con partner mai a contatto con l'Hiv, non trasmettono l'infezione. A consolidare l'evidenza, un periodo di osservazione di due anni: oltre 76mila i rapporti sessuali rilevati, 472 i contagi evitati. Quelli che invece ci sarebbero stati se i pazienti non fossero stati in trattamento con gli antiretrovirali. «Un risultato rivoluzionario - afferma Antonella D'Arminio Monforte, direttore della struttura complessa di malattie infettive dell'Asst Santi Paolo e Carlo -. Le persone sieropositive in cura non sono più fonte di contagio e possono affrontare più serenamente la comunicazione della loro condizione con il proprio partner».
NON ABBASSARE LA GUARDIA
A marcare la differenza rispetto ad altre ricerche è stato il mancato ricorso alla profilassi pre-esposizione (PreP): consistente nella somministrazione profilattica degli antiretrovirali nei confronti di persone sane, ma esposte al rischio di contagio. Dunque sarebbero i soli farmaci assunti dal partner sieropositivo, azzerando la carica virale, a impedire il contagio per via sessuale. Detto ciò, in questo modo si risulta comunque esposti al rischio di contrarre altre infezioni sessualmente trasmissibili. Motivo per cui l'indicazione a fare uso del preservativo rimane valida, soprattutto quando si hanno rapporti con partner occasionali. Questo perché «il rischio non è rappresentato più dalle persone in terapia, ma da quella quota di pazienti inconsapevoli, che nel nostro Paese è stimata attorno alle quindicimila unità», per dirla con Andrea Antinori, direttore sanitario dell'Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Un problema su due fronti: per loro (non essendo in terapia, l'infezione progredisce) e per chi con loro entra in contatto (inconsapevoli di poter trasmettere l'Hiv).
Il decalogo: ecco perché il sesso fa bene alla salute
Aumenta l'autostima Un’intensa e soddisfacente vita intima migliora anche il benessere emotivo. Una ricerca pubblicata su Social Psychology and Personality Science ha rilevato che tra gli studenti dei college, quelli che godevano dei rapporti occasionali dichiaravano livelli di autostima e di benessere più alti rispetto agli studenti che non praticavano il sesso-avventura. Sul fronte femminile si esprime uno studio pubblicato sul Journal of Adolescent Health: le ragazze che apparivano con un più alto livello di autostima riferivano di rapporti intimi soddisfacenti e con più orgasmi, rispetto alle altre
Migliora la risposta immunitaria Avere rapporti sessuali una o due volte la settimana sembrerebbe la frequenza ottimale per potenziare il sistema immunitario. Gli scienziati possono verificare quanto sia adeguata la risposta immunitaria misurando i livelli di un anticorpo detto immunoglobulina A (Ig A). Clifford Lowell, immunologo dell’Università California-San Francisco, sostiene che le persone sessualmente attive sono esposte a più agenti infettivi rispetto a quelle che non fanno sesso, perciò il sistema immunitario crea delle risposte difensive producendo più IgA
Abbassa la pressione del sangue In uno studio all’Università del Michigan condotto su donne di età compresa tra 57 e 85 anni, è risultato che quante ancora praticavano il sesso e ne traevano piacere difficilmente avevano la pressione alta. L’atto di abbracciarsi, di tenersi stretti teneramente, può aiutare a normalizzare lo stato della pressione arteriosa
Fa bene al cuore L’attività fisica che stimola il cuore fa bene alla salute e in quest’ambito va compreso anche il sesso. L’eccitazione sessuale fa aumentare il ritmo cardiaco, che raggiunge il massimo dei battiti con l’orgasmo. Gli uomini che hanno una regolare vita sessuale godono del 45 per cento meno possibilità di avere un disturbo cardiaco. Ecco perché anche l’American Heart Association rassicura chi ha problemi di cuore: amatevi tranquillamente perché gli attacchi di cuore o un forte dolore al petto causato dal cuore raramente si verificano durante un rapporto sessuale. La risposta del cuore al sesso è paragonabile a uno sforzo moderato della vita quotidiana, tipo fare due rampe di scale
Potenzia le capacità mentali Frequenti rapporti sessuali possono migliorare la memoria nelle donne, in particolare verso le parole astratte. L’ipotesi degli studiosi è che il sesso possa potenziare la memoria stimolando la creazione di nuovi neuroni nell’ippocampo, l’area cerebrale coinvolta nei processi dell’apprendimento e del ricordare. Pensare all’amore attiva pensieri dalla prospettiva globale e a lungo termine, che sono la premessa della creatività e interferisce con il pensiero analitico. Pensare all’atto sessuale, invece, stimola pensieri di prospettiva locale e a breve termine, dal che è favorito il pensiero analitico e sfavorita la creatività
Allunga la vita Uno studio pubblicato sulla rivista British Medical Journal è arrivato alla conclusione che l’attività sessuale può avere un effetto protettivo della salute maschile. Agli stessi risultati è giunta un’altra ricerca durata 25 anni e pubblicata su The Gerontologist: i rapporti sessuali frequenti risultano un significativo predittore di longevità per gli uomini, mentre nelle donne lo è il fatto di avuto rapporti intimi soddisfacenti
Migliora il sonno Alcune delle sostanze chimiche rilasciate dall’organismo durante il rapporto sessuale possono aiutare ad addormentarsi più facilmente. Nel corso del rapporto sessuale e dell’orgasmo un cocktail di sostanze chimiche inonda il cervello, tra cui l’ossitocina, la dopamina e una massa di endorfine. L’ossitocina facilita il senso di intimità ed aumenta sia negli uomini che nelle donne durante l’amplesso. Si ritiene che dopo l’orgasmo l’effetto dell’ossitocina, combinato con l’emissione dell’ormone prolattina (che è legato alla sensazione di sazietà e rilassamento), induca sonnolenza
Allevia il dolore A volte si usa il mal di testa per esimersi da un rapporto sessuale. E, invece, ecco che uno studio condotto dall'università tedesca di Muenster svela il forte potere analgesico di un incontro intimo contro l’emicrania e il mal di testa a grappolo. I volontari sofferenti di emicrania hanno comunicato un netto miglioramento nel 60 per cento dei casi, mentre le persone sofferenti del mal di testa a grappolo hanno riscontrato una diminuzione del dolore dopo il sesso nel 37 per cento dei casi. L'amplesso stimola il rilascio di endorfine nel cervello, sostanze con (anche) un effetto antidolorifico sul nostro organismo
Riduce il rischio di tumore della prostata Il dato emerge da una ricerca pubblicata su Jama. Se un uomo eiacula 21 volte o più al mese, ha un terzo di rischio in meno di sviluppare un tumore alla prostata rispetto a quanti eiaculano 4-7 volte nello stesso tempo. Due le spiegazioni possibili. La prima: le eiaculazioni frequenti potrebbero permettere alla ghiandola prostatica di eliminare gli eventuali agenti cancerogeni e altri elementi che potrebbero concorrere a formarli.
La seconda: il drenaggio regolare del liquido prostatico può impedire che
microcalcificazioni cristalloidi - associate al cancro alla prostata - si formino nel condotto della prostata.
Allenta lo stress Lo stress può causare parecchi problemi di salute, dal mal di testa, difficoltà nel sonno, tensione muscolare, disturbi di stomaco, a condizioni più importanti, come un indebolimento del sistema immunologico e depressione cronica. Dati pubblicati su Psychosomatic Medicine mostrano che l’intimità fisica o emotiva delle coppie compare associata a ridotti livelli di stress. L'effetto calmante, secondo lo psicologo Stuart Brody (Università di Paisley), potrebbe essere causato dal rilascio di ossitocina