ALTITUDINE BAMBINI
Fino agli 8-10 anni d’età, i bambini richiedono qualche piccolo accorgimento prima di una gita o una vacanza oltre i 2000 metri. Il rischio più comune è il mal di montagna, che si manifesta di solito entro 12 ore dall’arrivo in quota, con sintomi spesso generici; i bambini più grandi e in grado di spiegarsi possono riferire mal di testa e nausea, quelli più piccini appaiono irritabili, insonni, con poco appetito e poca voglia di giocare, a volte vomitano. Il rischio di malessere aumenta se si dorme in alta quota.
Per prevenire il disagio, è utile una salita lenta e graduale, per lasciare al piccolo il tempo di acclimatarsi. Per altitudini al di sopra dei 2500 metri, si raccomanda di non salire più di 300 m al giorno e di riposare un giorno ogni 1000 metri. E’ importante anche avere presente un piano di emergenza e recarsi in zone da cui sia possibile scendere in tempi stretti o comunque trovare assistenza sanitaria e trasporto in caso di necessità.
I bambini molto piccoli, al di sotto di un anno di età, non dovrebbero essere portati oltre i 2500 metri di quota, per precauzione. Ci sono dati, infatti, secondo cui ad altitudini così elevate la respirazione è alterata e certi studi indicano anche un aumento dei rischi di morte in culla in caso di permanenze prolungate. In situazoni particolari, come le necessità lavorative dei genitori, è indispensabile che il bambino sia seguito attentamente da un pediatra, che ne valuti l’accrescimento, le funzioni respiratorie e cardiache.
E’ da rimandare una gita in alta montagna, invece, se il bambino è affetto da malattie virali respiratorie.
Va poi tenuto presente la maggior vulnerabilità dei bambini al freddo (e ricordiamo che un bambino trasportato durante una passeggiata deve essere più coperto rispetto agli adulti che camminano e si riscaldano con l’attività muscolare) e alle radiazioni solari, il cui rischio è potenziato dal riflesso della neve e dall’atmosfera più rarefatta: fondamentali protezione solare adeguata, con creme, occhiali, cappelli e maniche lunghe.





