Atteso in Italia per i prossimi giorni, il vaccino sviluppato da Johnson & Johnson tarderà ad arrivare. Come già accaduto con il farmaco sviluppato da AstraZeneca, anche per quest'ultimo (atteso nel nostro Paese a partire dal 19 aprile) è stata sollevata l'ipotesi di un rischio aumentato di sviluppare trombosi nelle persone sottoposte alla profilassi. Motivo per cui le autorità statunitensi (la Food and Drug Administration e il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) hanno sospeso in maniera temporanea la somministrazione del farmaco, dopo sei casi di malattia registrati in altrettante donne (una delle quali deceduta) vaccinate. L'incidenza del problema è bassissima, considerato che negli Stati Uniti sono state somministrate sette milioni di dosi. Ma per precauzione si è deciso approfondire la questione. La possibile correlazione viene valutata anche in Europa, dove le prime iniezioni del vaccino erano date per imminenti. E sono state invece rimandate, al momento a data da destinarsi.
Covid-19 e trombosi: sotto esame il vaccino Johnson & Johnson
Le autorità sanitarie statunitensi sospendono l'uso del vaccino Johnson & Johnson dopo sei casi di trombosi in altrettante donne. Valutazioni in corso in Europa
IL VACCINO ANTI COVID-19 AI MALATI

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