Diabete di tipo 1 e immersioni: un sogno divenuto realtà
Lo sport è un valido alleato nella gestione del diabete di tipo 1, che in Italia colpisce quasi trecentomila persone. Come adattare la terapia
Nell'immaginario collettivo, è una malattia. Ma gli esperti e i pazienti, su questo punto, fanno opposizione. «Meglio parlare di persone con il diabete: stiamo parlando di una condizione con cui si fanno i conti tutti i giorni, ma che non per questo pone restrizioni assolute a tavola come nella vita». Il tema è sport e diabete e a parlare è Elena Gamarra, diabetologa e ricercatrice all'interno della struttura complessa universitaria di endocrinologia, diabetologia e metabolismo della Città della Salute e della Scienza di Torino. Ma, soprattutto, diabetica di tipo 1. Nella sua vita ha fatto di tutto, prima e dopo aver scoperto di non essere più in grado di metabolizzare gli zuccheri: sci, sci di fondo, nuoto, escursionismo. Dall'anno scorso si dedica anche alle immersioni subacque, uno degli tabù a essere caduti parlando di sport e diabete.
Oggi, nei panni della specialista, Elena è al seguito dei dieci diabetici che stanno frequentando un corso ad hoc a Numana (Ancona). L'iniziativa è organizzata da «Diabete Sommerso», onlus nata nel 2011 su iniziativa del centro di diabetologia e malattie metaboliche dell’ospedale Niguarda di Milano diretto da Matteo Bonomo, con cui è stato redatto un protocollo scientifico ad hoc per permettere alle persone con diabete di tipo 1 di avvicinarsi alla pratica delle immersioni subacquee. Un campo di interesse all'apparenza di nicchia, ma che ha permesso già a duecento persone di conseguire il brevetto open (fino a 18 metri), oltre che a molti sub scopertisi a seguire diabetici di non dover sacrificare una passione sull'altare del diabete. Uno scenario piuttosto comune fino ai primi anni Duemila, «che col tempo stiampo poco a poco modificando», afferma Laura Cingoli, segretario dell'associazione e mamma di un ragazzo diabetico: tra le prime a credere nella possibilità di portare giovani e adulti col diabete di tipo 1 a compiere immersioni subacquee. «Molti diabetologi ormai ci seguono, mentre rimane da lavorare sui medici dello sport, per far capire loro che il diabete non è mai un ostacolo a priori per l'attività sportiva».