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Produrre sangue artificiale? Non è più un'utopia

Per la prima volta sono state prodotte in laboratorio cellule del sangue (globuli rossi) a partire da cellule staminali (sangue artificiale). Ma i donatori rimangono insostituibili

Tutti gli esperimenti condotti non erano andati a buon fine. Produrre sangue in laboratorio per far fronte al periodico calo dei donatori è una necessità su cui tutti gli specialisti sono concordi. E dopo una serie di tentativi falliti, la strada imboccata sembra essere quella giusta. A batterla sono stati alcuni ricercatori dell’Università di Bristol e del Centro Nazionale Sangue e Trapianti del Regno Unito, che hanno pubblicato i risultati del loro lavoro su Nature Communications.


LA RICERCA

I ricercatori sono riusciti a generare in vitro per la prima volta una linea di cellule staminali adulte in grado di trasformarsi in reticolociti, le cellule precursori dei globuli rossi (eritrociti). Il «trucco», secondo gli autori della pubblicazione, è stato quello di bloccare le cellule staminali in uno stadio iniziale, in cui si replicano in maniera veloce e soprattutto senza andare incontro a una fase di arresto. Il successo, in realtà, non sta tanto nella riuscita dell’esperimento, quanto nella capacità di rendere il risultato duraturo nel tempo. Non a caso gli scienziati hanno parlato di linee cellulari «immortalizzate», ottenute attraverso una transfezione: attraverso un virus (un esemplare di papillomavirus inattivato) si è inserito un gene in grado di garantire maggiore longevità ai globuli rossi. Dopo 190 giorni in coltura, queste cellule sono state anche poste nel congelatore. Una volta estratte, sono risultate ancora efficienti e in grado di riprodursi nell’arco di venti ore. Dall’analisi morfologica è emerso che le cellule così ottenute erano analoghe agli eritroblasti basofili, cellule che rappresentano il secondo step dell’evoluzione da reticolociti a globuli rossi.

DOVE STA LA NOVITA'

Il risultato riguarda una sperimentazione pre-clinica, motivo per cui si è ancora ben lontani dal poter immaginare che anche il sangue umano possa essere creato in laboratorio e soprattutto risultare utile ai fini delle trasfusioni. Risultati simili, però, in passato non ne erano mai stati ottenuti. La ricerca, in questo campo, s’era arenata di fronte alla scarsa capacità proliferativa dei globuli rossi (le cellule alla fine erano troppo poche) o alla loro ridotta emivita. I globuli rossi finora  erano stati sintetizzati a partire da sangue adulto, sangue cordonale e cellule staminali adulte. In questo caso, invece, i due ostacoli sembrano essere stati rimossi: sia quello dell’esiguità del numero di cellule sintetizzate sia quello relativo alla loro sopravvivenza nel tempo.

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