Dona ora
Altre News

Tumore del colon: si «rafforza» il legame con la flora intestinale

Uno studio firmato anche da due nostri ex ricercatori suggerisce che la composizione del microbiota intestinale può influenzare il rischio di sviluppare il tumore del colon

Le alterazioni del microbioma intestinale - il complesso ecosistema di batteri, funghi e virus che abita buona parte del nostro corpo - possono contribuire all'insorgenza del tumore del colon, le cui diagnosi sono in aumento anche tra i giovani adulti. Come ciò accada, non è (ancora) dato saperlo. Ma che la popolazione batterica intestinale di una persona colpita da questo tipo di malattia presenti delle caratteristiche specifiche è un'evidenza che trova conferma in una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Medicine, firmata anche da due ex ricercatrici sostenute da Fondazione Umberto Veronesi: Barbara Pardini (2015, 2016 e 2017) e Sonia Tarallo (2017 e 2018), al lavoro all'Istituto Italiano di Medicina Genomica (Iigm) di Torino. Le alterazioni della flora intestinale - al pari di alcuni fattori di rischio, quali: l'età, il fumo, il sovrappeso e la sedentarietà - potrebbero spiegare una quota dei casi di malattia non dovuti alla genetica. 
 

MICROBIOMA E TUMORE DEL COLON-RETTO

Il carcinoma del colon-retto è una delle più comuni neoplasie di natura maligna e si sviluppa a partire da gruppi di cellule «impazzite», localizzate nella parete interna della parte finale dell’apparato digerente. Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma nella maggioranza delle forme la componente genetica può spiegare solo in minima parte l’incidenza della malattia. Altri fattori che hanno un ruolo nello sviluppo della malattia sono le abitudini alimentari e lo stile di vita. Lo studio in questione suggerisce - riprendendo le evidenze emerse già da altre ricerche, condotte perlopiù su modello animale - che anche il microbioma intestinale (ovvero l'insieme dei geni dei microrganismi presenti nella flora) deve essere preso in considerazione, vista la correlazione con la presenza di carcinomi. «Nei campioni fecali di persone affette da un tumore del colon abbiamo osservato la presenza ricorrente di un insieme di batteri, in primis il Fusobacterium nucleatum, che ci porta a considerarli dei potenziali marcatori della malattia», afferma Nicola Segata, responsabile del laboratorio di metagenomica computazionale al Centro di Biologia Integrata (Cibio) dell'Università di Trento e coordinatore del lavoro, che ha visto coinvolti pure i ricercatori dell'Università di Torino e dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano. 

PERCHE' LO SCREENING PER IL TUMORE
DEL COLON-RETTO PUO' SALVARE LA VITA? 

Fai una donazione regolare

Sostieni la ricerca, sostieni la vita

Frequenza di donazione
Importo della donazione