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Hiv: migliora l'aspettativa di vita in Italia

pubblicato il 18-06-2013
aggiornato il 12-01-2017

Sempre più frequentemente la trasmissione è causata da rapporti sessuali non protetti. Importanti innovazioni sul fronte della cura con la terapia antiretrovirale. Allo studio nuove strategie farmacologiche

Hiv: migliora l'aspettativa di vita in Italia

 

Sempre più frequentemente la trasmissione è causata da rapporti sessuali non protetti. Importanti innovazioni sul fronte della cura con la terapia antiretrovirale. Allo studio nuove strategie farmacologiche

Aspettative di vita migliori in caso di HIV in trattamento costante con farmaci antivirali. A godere di questo primato è il nostro Paese, secondo quanto attesta uno studio internazionale presentato al CROI, Conference on Retroviruses and Opportunistic Infection di Atlanta, e discusso a Torino in occasione di un congresso specialistico promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) .

HIV - Sono ancora elevatissimi i casi di malattia: 34 milioni in tutto il mondo, con un decremento delle nuove infezioni scese dai 2,7 milioni del 2010 ai 2,5 del 2011. Così stima il World Aids Day Report 2011, stilato dal Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'Hiv/Aids (Unaids), ma in questo quadro poco confortante, occorre però guardare anche al positivo: la migliorata sopravvivenza, simile in gran parte delle nazioni europee - quali Francia Spagna e Germania - e con un importante scarto in Italia rispetto agli Stati Uniti. Un esito dovuto in parte ad un più facile accesso ai farmaci (aumentato, secondo Unaids, addirittura del 63% negli ultimi 24 mesi) e a un cambiamento dei costumi della popolazione. «Il virus dell’HIV – spiega Giovanni Di Perri, Consigliere Simit – presenta diverse modalità di trasmissione: sessuale, ematica e verticale da madre a figlio. Mentre negli anni Ottanta era soprattutto causato dallo scambio di siringhe infette, oggi l’80% delle nuove infezioni deriva da un rapporto sessuale non protetto. Un altro elemento positivo è l’età media più avanzata nella quale si contare il virus, passata dai 20-30 del 2000 ai 30-40 anni di oggi. Aspetto, questo, che consente anche ai pazienti con HIV di invecchiare naturalmente».

LA TERAPIA – Importanti cambiamenti si profilano sul fronte terapeutico. «La novità nel trattamento dell’HIV – continua ancora Di Perri – è rappresentata dalla terapia antiretrovirale la cui somministrazione apporta significativi miglioramenti nel vissuto quotidiano del paziente, grazie all’inibizione della moltiplicazione del virus Hiv, associata al ripristino delle difese immunitarie. Dunque, con un trattamento costante, l’aspettativa di vita inizia ad approssimarsi a quella della popolazione generale, ma con un brusco ritorno a tutte le condizioni di rischio in caso di sospensione terapeutica». I nuovi trattamenti garantiscono anche ulteriori vantaggi: sono più tollerati, più comodi da assumere – una singola compressa contenente i tre principi, una sola volta al giorno – e di conseguenza più economici. «Sono ancora allo studio – conclude lo specialista - strategie di induzione-mantenimento, ovvero caratterizzate da un inizio di terapia regolare con tre farmaci e, una volta ottenuto un certo grado di beneficio, la prosecuzione con due o addirittura un solo farmaco al fine di alleggerire l’impegno terapeutico, l’eventuale tossicità a lungo termine della terapia e, non ultimo, i costi terapeutici per il singolo e la spesa pubblica».

Francesca Morelli


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