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Queste le nuove cure del diabete nell'anziano

pubblicato il 07-05-2013
aggiornato il 14-01-2017

Redatte da organismi europei, le linee guida e nuovi farmaci rivoluzioneranno la terapia. Cambiano anche i valori tollerati della glicemia e i parametri per iniziare un trattamento

Queste le nuove cure del diabete nell'anziano

Redatte da organismi europei, le linee guida e nuovi farmaci rivoluzioneranno la terapia. Cambiano anche i valori tollerati della glicemia e i parametri per iniziare un trattamento

Cambiano per l’anziano le direttive per la cura del diabete di tipo 2.  Una svolta che era attesa, invocata dai diabetologi  perché finora le linee guida e le sperimentazioni dei farmaci erano state misurate su una popolazione adulta più giovane. Oggi, grazie all’ingresso di nuovi farmaci specifici per gli anziani, gli studi clinici sono stati condotti su pazienti anche oltre i 75 anni.

I nuovi parametri sono usciti da una dichiarazione congiunta  (“consensus”) di vari enti europei: l’Associazione internazionale dei geriatri e gerontologi (Iagg), i gruppi di lavoro europei per il diabete negli anziani (Edwpop),  la task force internazionale di esperti del diabete.

«Finalmente!», esclama la dottoressa Maria Antonietta Pellegrini, coordinatrice del gruppo “Anziano e diabete” dell’Associazione italiana dei medici diabetologi (Amd) e diabetologa presso l’Azienda ospedaliera universitaria S. Maria della Misericordia di Udine. «Finora non avevamo  nulla su questi pazienti, diversi dagli altri e diversissimi tra di loro».

VALORI TRA 108 E 126 - Certo, oggigiorno le classificazioni per età sfuggono alle certezze e alla tradizione. In medicina si considera anziano chi è sopra  65 anni, ma a questo traguardo lo stato di salute non è più quello di trent’anni fa. «Presto il limite verrà spostato almeno a 70 anni», predice la dottoressa Pellegrini.

«La grossa novità  è nei parametri: non perseguire una glicemia a digiuno inferiore a 108 mg/dl e non cominciare una cura se la glicemia a digiuno non è stabilmente sopra 126. L’obiettivo, la raccomandazione, è di “lavorare in sicurezza” perché le ipoglicemie – in cui facilmente può sfociare l’uso di farmaci – sono quanto mai pericolose per gli anziani».

Si parla di farmaci di nuova generazione e specifici per chi è avanti con gli anni. «Sì, hanno un diverso meccanismo di azione rispetto alla metformina e altri preparati. Si chiamano inibitori  della Dpp-IV e danno le migliori risposte negli anziani. In più non inducono ipoglicemia. Sono da preferire. Certo, per l’Aifa, l’agenzia del farmaco, costano troppo, così per ottenerli con il Sistema sanitario nazionale occorre presentare un “piano terapeutico” redatto dal diabetologo».

DIMAGRIRE? NON SEMPRE - Da smentire anche una credenza affermata: «Non sempre perdere chili per un anziano in sovrappeso (non si parla di obesi) è utile ai fini del rischio cardiovascolare. Studi dimostrano che l’anziano in sovrappeso e l’anziano magro hanno lo stesso rischio cardiovascolare». Uno dei motivi per cambiare idea sulla dieta, spiega Maria Antonietta Pellegrini, è che dopo una certa età, dimagrendo,  si tende a perdere la massa magra, il muscolo, mantenendo il grasso.

A 90 PIU’ GIOVANE DI 70 - Maria Antonietta Pellegrini conclude questo suo excursus con una sconcertante affermazione: «Mai come in questa fascia d’età il paziente ha diritto alla disuguaglianza della terapia. Va tagliata e cucita addosso al singolo, più che nella altre epoche della vita. Non si deve, infatti,  guardare all’età, ma alla “fragilità”. Spiego: ho appena visitato un signore di 95 anni che fa sei ore di marcia in montagna  e dopo di lui c’era un uomo di 68 anni su una carrozzina, già invalido. Chi è il più anziano, qui? Bisogna vedere se la persona ha avuto un ictus, se prende già tante, troppe, medicine, se ha altre e quali patologie… Ma se arriva un settantenne in ottime condizioni generali va trattato come un cinquantenne, ha anche lui un’aspettativa di 20 anni di vita».

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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